Intervista
05 Settembre 2026 20:57:37
Nel cuore di Asti, tra le storiche mura del Rione Santa Caterina, il nostro giornale ha avuto modo di incontrare un ospite d'eccezione: il principe Emanuele Filiberto di Savoia. Una presenza che segna un atteso ritorno, nato da un invito ufficiale ricevuto due anni fa da una rappresentanza di sbandieratori del rione in occasione della messa di suffragio per il bisnonno Vittorio Emanuele III. Non avendo potuto partecipare lo scorso anno per il 750° anniversario, il principe ha mantenuto la promessa presenziando all'edizione di quest'anno, spinto da una profonda curiosità verso le più affascinanti tradizioni italiane.
La sua partecipazione al Palio non è casuale, ma affonda le radici nella memoria storica e familiare. Come racconta nell'intervista rilasciata a Monica Jarre, fu proprio sua nonna a parlargli del Palio di Asti, ricordando la sua visita in città nel 1931 insieme al nonno. Un legame affettivo e storico, quello tra Casa Savoia e Asti, che si rinnova nel tempo: dalle frequenti visite del nonno alla storica presenza della Regina Margherita, fino alle testimonianze artistiche come il celebre collare d'argento voluto da Amedeo VI.
Prima di assistere alla corsa di domani, il principe ha visitato la città, è stato ricevuto in Comune dal sindaco Maurizio Rasero e ha assistito alla sfilata dei bambini, esprimendo grande ammirazione per il modo in cui i giovani astigiani custodiscono e tramandano la propria storia e cultura.
Nell'intervista esclusiva raccolta da Monica Jarre, Emanuele Filiberto ci offre una riflessione sul valore delle tradizioni, sul futuro del Palio — che spera possa presto essere vissuto anche dalle sue figlie — e sul suo ruolo "super partes" per la gara, pur ammettendo di conservare un posto speciale nel cuore per il Rione Santa Caterina che lo ha così calorosamente invitato.
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