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Premio di risultato
11 Luglio 2026 11:57:00
La Uilm prova a spingere la trattativa sul premio di risultato con una petizione tra i lavoratori della Dierre Tredi, uno dei 4 siti dell'azienda villanovese
Una petizioni tra i lavoratori dello stabilimento Dierre Tredi (uno dei quattro siti produttivi dell'azienda villanovese che conta oltre 600 dipendenti), lanciata dalla Uilm per chiedere la ripresa delle trattative sul premio di risultato e "la rapida firma dell'accordo", ha raccolto 120 firme, circa l'80% dei dipendenti di quel singolo sito.
La trattativa si era arenata anche a seguito dello scontro tra le sigle sindacali in disaccordo sulla proposta aziendale di abbassare il premio minimo in base alla presenenza da 548 a 200 euro (25 euro a trimestre) per chi supera i 15 giorni di assenza. In quel frangente si era inserita anche la denuncia di aggressione presentata il 21 maggio dal delegato Uilm Alessandro Ferrante da parte del rappresentante sindacale della Fiom, colpito in seguito da licenziamento.
«Oltre 120 firme blindano la RSU della divisione Tredi e chiedono ad azienda e parti sociali di superare i veti nati dopo i gravissimi fatti del 21 maggio - dichiara la Uilm - La valorizzazione del nostro lavoro non può più attendere. Oggi, a quasi due mesi da quell'evento, la base dei lavoratori ha deciso di far sentire la propria voce all'unisono. La raccolta firme assume il significato di un vero e proprio mandato popolare: i lavoratori fanno quadrato attorno ai propri rappresentanti e chiedono il ritorno immediato alla concretezza del tavolo negoziale. Nel testo della petizione, i firmatari chiedono con forza a tutte le parti rimuovere e accantonare definitivamente tutti gli ostacoli e i veti incrociati che stanno bloccando il dialogo e di riprendere il confronto con spirito costruttivo e massima urgenza, al fine di raggiungere rapidamente la firma di un accordo sul Premio di Risultato sperimentale che sia equo, dignitoso e tempestivo».
«Con questo atto formale, la stragrande maggioranza dello stabilimento Dierre Tredi impone un cambio di passo, dimostrando che la tutela del salario, la dignità del lavoro e le corrette relazioni industriali devono prevalere su qualunque divisione o ostruzionismo - dice Silvano Uppo della Segreteria provinciale Uilm - La parola passa ora alla Direzione aziendale e al tavolo negoziale, chiamati a rispondere con la stessa responsabilità dimostrata dai lavoratori»
I motivi del contendere tra azienda e parti sindacali sta nel rimodellamento del Pdr già esistente. Se la Uilm si è dimostrata disponibile nei confronti della proposta aziendale, Fiom e Fim sono ferme sulla volontà di non peggiorare la soglia minima del premio attuale, il cui accordo è stato firmato lo scorso anno. La contrattazione di secondo livello è ripresa per cercare di ottenere la defiscalizzazione del premio dall'Agenzia delle Entrate.
«Siamo sempre stati disponibili al dialogo - afferma Vito Carelli, segretario Fiom Cgil Asti - e infatti è già stato fissato un incontro con l'azienda per il 21 luglio. I 600 lavoratori della Dierre nel suo complesso si aspettano però un miglioramento del Premio di risultato, non un abbassamento delle condizioni attuali. Ricordo che il premio di risultato in vigore garantisce dai 548 euro agli oltre 800 euro in base alla presenza, più 200 euro in welfare. Portare il premio minimo a 200 euro solo per raggiungere l'obiettivo della detassazione peggiorerebbe quanto già raggiunto negli anni scorsi. La detassazione è garantita se ogni anno si ha un miglioramento del premio, ma agire su una soglia di assenze già molto bassa del 3,22% (ricordo che la media nazionale è di oltre il 5%) diventa molto pericoloso perché rischia di non poter essere raggiunta negli anni successivi. Anche ottenendo la detassazione avremo messo in tasca ai dipendenti meno soldi di quanto già percepiscono. La nostra proposta di agire su un parametro di presenza collettivo e non individuale è sul tavolo. Porteremo avanti la trattativa con senso di responsabilità ma non siamo disponibili a sottoscrivere condizioni peggiorative per tutti i dipendenti dell'azienda».
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