Pensionamento
05 Giugno 2026 09:23:59
I sindaci della Valtriversa omaggiano il dottor Paolo Aubert Gambini (al centro)
Ha sottolineato ancora una volta di aver fatto il “lavoro più bello del mondo” il dottor Paolo Aubert Gambini, davanti ad una platea di concittadini venuti a salutarlo per il suo ultimo giorno di lavoro prima della pensione. La Sala Bordone non è riuscita a contenere tutti i villafranchesi e cittadini dei paesi vicini, che nonostante il caldo, non hanno voluto mancare al saluto al loro medico di famiglia. Tutti hanno partecipato alla commozione del dottore con un tributo di affetto e riconoscenza per i lunghi anni in cui li ha assistiti.

«Villafranca è sempre stata nel mio cuore – ha ricordato Aubert Gambini intervistato dalla giornalista Laura Nosenzo – anche se i primi anni della mia vita li ho passati lontano, seguendo la professione di mio padre, ufficiale di Polizia stradale. Le elementari infatti le ho frequentate a Cagliari, ma non vedevo l’ora di tornare e le vacanze estive immancabilmente le passavo dai nonni. Non c’erano mare, montagna che tenessero. Per me il posto del cuore era Villafranca».
Paolo Aubert Gambini ha seguito le orme del nonno, Casimiro Gambini, detto “Mirin”, medico condotto molto stimato a Villafranca e dintorni a cui la cittadina ha dedicato anche una via. «Da bambino lo seguivo nelle sue visite a domicilio – aggiunge il medico – poi, quando io, diventai il dottore della “mutua”, dopo la laurea nel 1982, lui mi affiancò e diventò il mio sostituto mentre completavo la specializzazione in pediatria a Torino».Al tributo reso dai suoi pazienti si è aggiunto quello degli amici di Villa Saxer (le famiglie Ortona e Rossi Jost) che hanno mandato un messaggio ricordando le visite alla “Scarassera”. «In quest’epoca in cui la cura medica viene spesso somministrata a distanza o delegata solo alla t » ecnologia e ai medicinali – hanno scritto - la qualità della tua presenza simpatica, serena ed intelligente è sempre stata per noi un dono rassicurante».
Il saluto a Paolo Aubert Gambini si è concluso con una targa consegnata dalla sindaca Anna Macchia e da una pergamena a nome dei sindaci Roberta Franco (Cantarana), Bruno Colombo (Roatto) e Roberto Palma (Maretto).
«Non ho intenzione comunque di appendere il camice al chiodo – ha detto in conclusione Paolo Aubert Gambini – continuerò a pagare l’iscrizione all’Ordine dei medici. Solo avrò un po’ più di tempo da dedicare alle mie passioni».
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