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Ritratto
15 Luglio 2026 10:01:48
La veterana del tennis al servizio (Foto Petrozzi)
Un altro successo di una carriera infinita. Classe senza età ed ennesimo successo sportivo che premia talento, longevità e passione verso l'attività ludico motoria. Ovviamente firmato da una straordinaria interprete della racchetta come Miriam Borali, astigiana d'adozione ormai da decenni. Il CT Palermo si è infatti laureato campione d'Italia sulla terra rossa del Circolo Canottieri Roma, conquistando lo scudetto nella categoria Ladies 75. La squadra era composta da Lidia De Nicola, Paola Brizzi, Giuseppina Sacchi e proprio dall'astigiana Miriam Borali, già più volte vincitrice del tricolore negli scorsi anni.
Un ritratto, quello di Miriam, decisamente interessante. Molte storie sportive hanno radici sin dalla gioventù, nel caso della Borali l'incontro con la racchetta da tennis arriva invece in età più avanzata.
«Ricordo che le mie figlie andavano all'asilo e poi alle elementari - dice Miriam - Mi sono avvicinata a questo sport quando erano un po' cresciute, e il tennis è stato per me svago, passione e un prezioso compagno di vita dopo la scomparsa di mio marito». Ecco che le vicende dell'esistenza si intrecciano con lo sport, che diventa così magicamente una medicina preziosa alla sofferenza per la perdita del compagno di vita e un prezioso veicolo per ritrovare energia, buon umore e la voglia di sorridere. La carriera della Borali, iniziata tardi, è intrisa però di molteplici soddisfazioni, prima fra tutte quella nel 1989: «Avevo iniziato a giocare con il TC Alba e conosciuto istruttori e appassionati del settore. Fu così che notarono le mie abilità e mi proposero di mettermi in gioco fra le Ladies 40 nel prestigioso torneo internazionale di Alassio al famoso TC Hanbury. Arrivai lì quasi per caso, sostanzialmente alla prima esperienza, e iniziai il mio cammino dai primi turni, certamente non da favorita. Invece riuscii ad arrivare in fondo e a vincere. Fu una sorpresa, e una gioia immensa», ricorda. Quella vittoria portò Miriam a scoprire anche la maglia della Nazionale: fu convocata per la trasferta Veterani in Ungheria, la prima di tante avventure, in Italia e all'estero.

«A livello lavorativo facevo la rappresentante, viaggiare è parte della mia vita e grazie allo sport l'ho fatto ancora di più». Il suo cammino dal 1989 a oggi, non si è mai arrestato: sono arrivati più di venti titoli tricolore, successi internazionali, non è cambiato però lo spirito di Miriam. Il nostro tennis ha forgiato tanti campioni tra i veterani della racchetta: dal compianto Monaco, a Bona, Gai, Gerbi. Molti di loro sono stati compagni di successi della Borali lungo il suo cammino agonistico.
Dopo la gioia del titolo Ladies 75 recentemente conquistato, la villafranchese d'adozione certo non si ferma: «Dico spesso che il prossimo sarà l'ultimo torneo, poi la voglia di divertirmi prevale. A fine estate, a settembre, se tutto andrà bene giocherò gli Italiani di doppio misto con Gai, sarà un'altra bella avventura». Come è bella la sua storia, quello di una donna che ha scoperto il tennis quando le sue bimbe erano piccolissime e che ora viene ammirata trionfare in campo dai suoi amati nipoti.
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