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Il sogno mondiale diventa realtà: il duo astigiano Greguoldo e Oliha verso il titolo IBF a Dublino contro McKenna

Mentre Ivan Zucco prepara un nuovo match, il tandem astigiano vivrà un'estate calda: l'8 agosto in Irlanda la sfida più importante contro un avversario di casa imbattuto

Etinosa Oliha e Davide Greguoldo

Sfida mondiale in arrivo per "Chapo" e Greguoldo

Il sogno Mondiale diventa realtà. Un duo astigiano è pronto a tentare la scalata verso il titolo iridato IBF. Sarà un'estate calda per Davide Greguoldo, maestro di fama internazionale, ed Etinosa Oliha, straordinario peso medio, pronti a cercare di conquistare l'ennesima cintura del loro formidabile percorso agonistico.
In un'atmosfera carica di adrenalina e rispetto, il palco del Fuoriluogo ha ospitato recentemente in occasione della rubrica "Pinta di Sport" tre giganti della boxe nostrana: il coach Davide Greguoldo,  Etinosa "El Chapo" Oliha e Ivan Zucco. Nonostante l'assenza giustificata di Alessio Lorusso, impegnato in visite mediche improvvise in attesa di un match prestigioso, altro grande atleta seguito dal coach della città di Alfieri, la serata ha regalato un annuncio che fa vibrare i cuori di tutti i tifosi.

Ivan Zucco, sei reduce da una vittoria schiacciante contro un avversario argentino. Com'è stato tornare sul ring dopo quasi un anno di stop forzato?

Venivo da undici mesi di inattività dopo la battaglia in Inghilterra persa alla decima ripresa di fronte a più di 20.000 spettatori che si sono ammutoliti quando ho mandato al tappeto l'avversario di casa al terzo round, e un infortunio alla mano che mi ha tenuto fermo più del previsto. Tornare è sempre un’emozione forte, quasi come se fosse la prima volta. Contro l’argentino sono partito forse troppo teso nei primi due round, volevo spaccare il mondo, ma poi, seguendo i consigli di mio padre e di Davide Greguoldo, ho ritrovato la mia boxe. Al terzo round l'ho messo al tappeto e al quarto è arrivato il KO. Questa nuova collaborazione con Davide, nata quasi per caso durante un camp in Bulgaria, è un plus fondamentale per la mia carriera.


Davide Greguoldo, come si inserisce la tua figura in un team già collaudato come quello di Zucco?
Ivan è un atleta di spessore internazionale che ha sfiorato il titolo europeo Gold a Manchester. La mia richiesta è stata chiara: non voglio stravolgere nulla, il team con suo padre funziona. Il mio obiettivo è aggiungere un "plus" internazionale, lavorando in sinergia affinché tutti possano remare nella stessa direzione. Sono convinto che nei prossimi due anni Ivan farà colpi davvero grandi.
Avete menzionato un camp in Bulgaria che sembra uscito da "Rocky IV". Com'è stata quell'esperienza?
È stato un allenamento in stile "ex sovietico" anni '80 a 2300 metri d'altezza. Clima ostile, attrezzature rudimentali e una dieta a base di panini con banana e zuppe improbabili. Ma sono proprio queste esperienze che temprano il carattere e creano il feeling giusto tra atleti e preparatori.
Etinosa, veniamo alla notizia che tutti aspettavano. Dopo un periodo difficile segnato da match saltati, c'è finalmente una data all'orizzonte?
Sì, e non vedo l'ora. In questo periodo mi sono mantenuto in forma, pronto alla chiamata, e finalmente è arrivata. Il 6 giugno sarò a Dublino per la presentazione ufficiale, ma la data da segnare sul calendario è l’8 agosto: combatterò per il Titolo Mondiale IBF a Dublino. È un'occasione che aspetto da tantissimo tempo e questa volta la preparazione la faremo a Granada, non in Bulgaria.
Chi sarà l'avversario e che tipo di sfida vi aspettate in terra irlandese?
Affronterò Aaron McKenna, un pugile irlandese imbattuto e molto forte. Combatteremo a casa sua, in uno stadio, quindi l'atmosfera sarà sicuramente ostile. Sappiamo che dovremo dare più del massimo per portare a casa la cintura.
Pugile di temperamento, alto 185 cm, McKenna è il classico atleta britannico, tosto, caratteriale e soprattuto imbattuto in 20 incontri da professionista. Sarà probabilmente la sfida più impegnativa della carriera per "Chapo", che ha le qualità per conquistare un titolo di assoluto prestigio. Aaron è salito sul ring per l'ultima volta il 26 aprile a Londra, nello stadio degli "Spurs" del Tottenham, battendo Liam Smith. 
Davide, come si prepara mentalmente un pugile a un match di questa portata, considerando anche il rischio della sconfitta?
A questi livelli affronti sempre i primi 10 o 15 al mondo. La sconfitta fa parte dello sport, ma deve servire a crescere, come è successo a Ivan a Manchester: quel match, pur perso, gli è servito più di molte vittorie facili. Quello che rende speciali questi ragazzi è il cuore. Posso dare tutte le istruzioni tattiche che voglio dall'angolo, ma sul ring è l'istinto e la voglia di fare quel round in più che fa la differenza.
Quali sono i prossimi passi per il resto del 2026?
Ivan Zucco: Io tornerò sul ring il 4 luglio a Verbania per un match di preparazione sulle sei riprese, con l'obiettivo di puntare a un titolo, forse l'Europeo Silver, verso ottobre.
Davide Greguoldo: I prossimi sei mesi saranno decisivi. Siamo concentrati su Eti per agosto, ma l'obiettivo per tutti loro — Ivan, Eti e anche Alessio — è stabilizzarsi ai vertici mondiali. Devono mettere le fondamenta per le loro carriere e per la loro vita.
L'intervista si chiude tra gli applausi, alla presenza anche del presidente regionale della Federazione Pugilistica Timossi, con la consapevolezza che, indipendentemente dal risultato a Dublino, questi atleti rappresentano l'orgoglio del pugilato italiano grazie alla loro dedizione e alla capacità di farsi trovare sempre pronti alla chiamata del destino

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