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Intervista

Oliha verso il titolo iridato IBF, Zucco dopo un grande rientro: Greguoldo guida un formidabile duo

Al FuoriLuogo pugili, cuore e ambizione: Etinosa e Ivan con coach Greguoldo tra il titolo IBF a Dublino e la sfida per rilanciare la boxe italiana

I due pugili e coach Greguoldo

Un momento dell'intervista (Foto Muraca)

Appuntamento con la Pinta di Sport al centro culturale FuoriLuogo. Questo mese protagonisti dell’incontro sono stati i pugili Etinosa “El Chapo” Oliha, Ivan Zucco e il loro allenatore, eccellenza astigiana, Davide Greguoldo, che si sono raccontati di fronte a un numeroso pubblico per trasmettere i valori della boxe, disciplina che purtroppo deve fare i conti con non poche difficoltà.

Etinosa e Ivan, quali sono le qualità di Davide che lo rendono un grande allenatore?

Ivan ci racconta: “Conosco Davide da molti anni e sono stato proprio io a chiedergli se potesse seguirmi nel ruolo di maestro affiancando il mio team, dove nello staff è presente mio papà, maestro che mi ha cresciuto. Quello che preferisco di Davide è l'umiltà, nonostante la grande esperienza si è inserito gradualmente e non ha mai cercato di screditare o cambiare i miei metodi di allenamento”.

Anche Etinosa ce lo conferma: “ La qualità migliore di Davide è la sua apertura mentale. Ci sono allenatori mediocri che si credono superiori e non si mettono mai in discussione, Davide invece è sempre pronto ad imparare e migliorare”.

Davide ribaltiamo la domanda, cosa rende Eti e Ivan dei fuoriclasse? 

“Il cuore. Nel pugilato è una caratteristica fondamentale, ti permette di fare quello sforzo in più che ti differenzia da tutti gli altri”.

Eti, come ti tieni mentalmente preparato in questo periodo in cui non stai combattendo e quale sarà il tuo prossimo incontro?

“Mi sento pronto per un chance titolata, questo mi da la forza per allenarmi e tenermi concentrato”. Poi sgancia la bomba: “Ad agosto combatterò per il titolo iridato dei pesi medi IBF. Affronterò a Dublino l’irlandese Aaron McKenna, sarà un match durissimo perché si farà in casa sua e avrò tutto il pubblico contro ma sappiamo come impostare l’incontro, non vedo l’ora di iniziare il camp a Granada.”

Anche Ivan tornerà sul ring in un match interlocutorio: “Mi sono infortunato alla mano e non ho potuto disputare il rematch per il titolo europeo alcuni mesi fa. Ci penso ancora perché vincere avrebbe dato una bella svolta alla mia vita sia sportivamente che economicamente. A luglio ho in programma un incontro per riprendere confidenza col ring e spero di poter combattere di nuovo per la cintura ad ottobre, dopo l'ultima sfida, la prima assieme a coach Greguoldo, che ho vinto alla quarta ripresa contro un avversario argentino”. 

Davide cosa avete in programma da qui alla fine dell’anno?

“I prossimi mesi saranno fondamentali, Eti e Ivan sono pronti per entrare a far parte dell'élite della boxe, dovranno lavorare sodo per mettere le basi per poter rimanere in questo club esclusivo”. 

Cosa si può fare per risollevare il movimento italiano della boxe? Per Davide Greguoldo bisogna lavorare a livello di federazione, si devono dividere meglio le risorse tra professionisti e dilettanti. All’estero i pugili dilettanti sono cresciuti improntati verso il professionismo cosa che crea problemi agli atleti nostrani.

Andrea Cornaglia

 

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