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Mountain Bike

Goria sfiora il successo a Capoliveri: secondo posto e gesto di fair play nella HERO 2026

Seconda prova della HERO UCI Marathon World Cup: 73 km e 2.600 m di pura battaglia, finale in volata vinto da Jakob Dorigoni dopo una collaborazione decisiva

Stefano Goria

Stefano Goria sul podio mostra la medaglia

Un altro podio in un 2026 intriso di soddisfazione e gioia per il campionissimo astigiano di mountain bike. Stefano Goria, villafranchese doc, è secondo nella Capoliveri Legend Cup.

Su un percorso bello, tecnico e divertente , la seconda prova della 2026 HERO UCI Marathon World Cup ha messo in scena un alto spettacolo agonistico tra sfide dirette e fughe solitarie. Ben 181 i biker delle categorie Elite e Master Licence provenienti da 22 nazioni presenti al via della gara sulla distanza di 73 km con 2.600 metri di dislivello e che si sono battuti per conquistare punti valevoli per la classifica generale della HERO UCI Cross-country Marathon World.

A Capoliveri anche numerosi amatori, oltre 1.800. La cronaca di gara ha visto una prima fase di studio tra i pretendenti alla vittoria, ma già dopo il GPM sul Monte Calamita definito come “KOM Andrea Crispu Challenge” ci sono state le prime fughe, come quello condotto da Fabian Rabensteiner, con Stefano Goria e Gioele De Cosmo all'altezza della Strada delle Mimose, presto rientrato. Altro acuto poco prima di affrontare il Muro della Leggenda, dove il veterano Paez (classe 1982) ha dovuto lasciare il passo ai più giovani De Cosmo, Goria e a un pimpante Jakob Dorigoni.

Negli ultimi chilometri si è formata così una coppia di testa composta da Goria e Dorigoni che pur essendo di team concorrenti sono andati oltre la semplice collaborazione tattica: Dorigoni ha aiutato Goria a togliere un piccolo ramo che si era infilato nei raggi della ruota posteriore.

Tuttavia, in vista del traguardo finale ogni alleanza si è sciolta e Jakob Dorigoni ha potuto laurearsi campione. Piazza d'onore, dunque, per il connazionale Stefano Goria della Scott Racing Team che ha tagliato il traguardo staccato di un paio di secondi. Dopo le soddisfazioni del “Garda", un'altra pagina prestigiosa della storia della mountain bike è stata scritta da parte del nostro asso delle due ruote.

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