L'acquisto da parte della Juventus del centrale di difesa Federico Gatti, classe 1998 del Frosinone, ha il sapore della favola a lieto fine: un ragazzo, il classe 1998 originario di Chieri, capace di scalare sei categorie in sei anni. Un record assoluto, che rappresenta uno stimolo incredibile per tanti atleti che sognano di sfondare nel calcio professionistico. Una lunga strada quella del calciatore che ha già segnato tre reti in Serie B quest'anno e che concluderà il campionato fra i cadetti, fatta di delusioni e successi, grande impegno e dedizione, fino al tanto agognato "lieto fine". Tra gli attori protagonisti della scalata verso i vertici di Gatti figura certamente l'attuale direttore sportivo dell'ASD Asti Toto Ballario, allenatore del Pavarolo nella stagione 2015-16 e primo tecnico di una squadra senior con Federico in campo.
Toto, il percorso di Gatti è ricco di capitoli importanti: l'alternare il lavoro allo sport e l'affrontare a testa alta tutte le categorie, Promozione compresa. Ricordi quando arrivò al Pavarolo nel 2015-16?
"Lo ricordo bene, Federico aveva giocato nelle giovanili del Chieri, sua città natale, poi nel Torino e nell'Alessandria. Lasciati i Grigi, ebbi la possibilità, grazie all'imbeccata di un amico, di seguirlo in un torneo estivo, e Gatti firmò in Promozione per il Pavarolo da me allenato. Fu una grande stagione, vincemmo la Coppa Italia di categoria e fummo promossi in Eccellenza".
Che squadra era?
"Una compagine ricca di calciatori di talento ed esperienza, come Dalessandro, Todaro, Canavese, Salvalaggio tra i pali, solo per citarne alcuni. Gatti agiva da mezzala sinistra in una mediana a tre, giocava sotto età, era già molto alto e un po' gracile ma aveva certamente colpi di qualità assoluta per la categoria. Credo che quell'esperienza, accanto ad atleti più grandi di lui, gli sia stata molto utile. Con lui, come con molti under, bisognava usare "bastone e carota" nel gestirlo al meglio".
Poi cosa accadde?
"Ebbe la possibilità di giocare a Saluzzo, ma fu solo una parentesi, e tornò al Pavarolo. A fine stagione fui esonerato ma la squadra raggiunse la salvezza in Eccellenza".
Quando è arrivato il suo cambio di ruolo?
"Il Pavarolo nella stagione susseguente ebbe delle difficoltà e decise di optare per una "linea verde" a livello di organico. Federico, dimostrando attaccamento alla maglia e grande spessore umano, restò comunque in squadra. Siccome l'età media era molto bassa venne spostato come centrale della difesa a tre, disputò una stagione super e grande partita sotto agli occhi dei dirigenti del Verbania e si trasferì l'anno successivo in Eccellenza con quel club. Poi dopo la promozione e l'avventura in Serie D con il Verbania, passò professionista alla Pro Patria prima del trasferimento estivo al Frosinone, dove ha realizzato tre reti in diciotto gettoni di presenza".
Ti aspettavi un'ascesa così rapida?
"Penso che nessuno potesse prevedere una scalata del genere, il suo arrivo alla Juventus ricorda il percorso di Torricelli, forse è stata un'escalation ancora più rapida. Federico dalla sua ha però il fuoco dentro, una voglia di emergere e uno spirito di abnegazione che fanno la differenza. Ama il calcio e ha certamente lavorato tantissimo in questi anni: penso ad esempio a come è cresciuto nel fondamentale del colpo di testa rispetto a quando lo allenavo, la sua è stata un'ascesa esponenziale".
A chi può ispirarsi?
"Avendo agito in mezzo al campo abbina un'ottima tecnica individuale a un fisico importante, essendo oltre i 190 centimetri. Un difensore che può essere per lui un riferimento è certamente Leonardo Bonucci".
La Juventus ha battuto la concorrenza del Torino nel rush finale per acquistarlo: scelta dettata dalla sua fede calcistica?
"Assolutamente no, immagino che alla base della scelta ci siano dinamiche societarie e ovviamente la voglia di vestire la maglia di un club di altissimo livello, non centra la fede calcistica. So che tempo fa il Napoli si era interessato a lui, visti gli ottimi rapporti dei partenopei con il Frosinone, evidentemente la Juventus ha agito più rapidamente degli altri club".
L'ultima volta che l'hai sentito?
"Gli ho fatto i complimenti per il suo approdo in bianconero, ci siamo scambiati gli auguri di Natale. Quando posso lo seguo in televisione, mi è capitato tempo fa di scrivergli per avere informazioni su un suo ex compagno nel Verbania che il dg Isoldi e io stavamo trattanto per l'Asti".
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