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Intervista

Il Mito New Trolls, le voci pop-rock stasera a Cocconato per Monferrato On Stage

Ricky Belloni, fondatore del gruppo, sarà sul palco con Giorgio Usai, Andrea Cervetto e Alex Polifrone per regalare emozioni e una performance da ricordare

Il Mito New Trolls

Il Mito New Trolls sarà a Cocconato nel cortile del Collegio

Sarà sul palco di Monferrato On Stage, questa sera, venerdì, alle 21:30 nel cortile del Collegio di Cocconato, il Mito New Trolls, storico gruppo nato dallo scioglimento della formazione originale per iniziativa di Ricky Belloni - chitarrista e musicista eclettico - nel 1998.

Belloni si esibirà insieme ai suoi compagni di strada Giorgio Usai (tastierista), Andrea Cervetto (chitarrista) e Alex Polifrone (batterista).

«Sono musicisti fenomenali- sottolinea Belloni - suoniamo insieme da più di 20 anni ma ogni sera la nostra esperienza sul palco si rinnova e ci offre nuove emozioni».

Come descriverebbe la vostra proposta musicale che nel tempo ha toccato diversi generi, dal rock al pop?

«Siamo un gruppo trasversale. Siamo partiti dal rock diciamo "pesante", abbiamo attraversato il "prog" ma non abbiamo nessuna preclusione verso il pop. I nostri successi sono stati definiti, a volte in senso dispregiativo, "commerciali", ma quelle canzoni hanno fatto la storia della musica italiana, cantate da più generazioni».

Quale spazio ha la vostra musica nel panorama attuale della scena italiana?

«Credo che ci sia sempre spazio per ogni tipo di musica. Noi portiamo avanti una sonorità che vede protagonista la chitarra piuttosto spinta, ma la nostra musica è fatta soprattutto di armonie e non si basa solo su quei quattro accordi che oggi fanno la maggior parte della produzione discografica, piuttosto omologata. Non nego che ogni tanto si sente anche qualcosa di interessante, anche se mi sembra di sentire più spesso cose ben fatte ma tutte uguali».

Si riferisce all'avvento dell'AI anche nel campo musicale?

«Da un certo punto di vista l'intelligenza artificiale può dare anche una mano ai musicisti. In pochi secondi produce un lavoro "ascoltabile", ma quello che mi fa impazzire è che crea solo suoni e canzoni che si assomigliano. L'AI rischia di spegnere la creatività. Un Battisti o un Battiato non sarebbero mai nati dall'intelligenza artificiale. Sono le emozioni che contano e quelle non possono essere prodotte artificialmente».

Com'è cambiato, se è cambiato, il vostro rapporto con il pubblico nel tempo?

«C'è una lunga storia che ci lega al nostro pubblico. Nel tempo è cresciuto ed è bello vedere i nonni che tramandano a figli e nipoti la frequentazione con la nostra musica. Molti giovanissimi vengono ai nostri concerti perché riconoscono quella che considerano la "vera" musica. Niente artifici o uso dell'elettronica. La nostra musica nasce ogni sera dalla performance sul palco, dalla sinergia dei nostri strumenti e della nostra capacità di creare emozioni».

Cosa si aspetta dal concerto di Monferrato On Stage di questa sera?

«Mi aspetto che arrivi molta gente. Ci penseremo noi a dargli la scossa e a tenerli svegli con i nostri successi da Aldebaran al Concerto Grosso».

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