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12 Febbraio 2015 14:00:00
Foglie sottilissime che a malapena si distinguono dai fili derba, vivaci e mai chiassosi come tutte le specie spontanee, i crochi, un tempo spontanei nei prati e nelle vigne, resistono ancora nei
Foglie sottilissime che a malapena si distinguono dai fili derba, vivaci e mai chiassosi come tutte le specie spontanee, i crochi, un tempo spontanei nei prati e nelle vigne, resistono ancora nei pascoli di montagna dove la bellezza è una necessità. Il loro aspetto è infatti un concentrato di escamotage per sopravvivere alle condizioni estreme dalta quota: inverni lunghi e rigidi, estati brevi e siccitose con grandi sbalzi termici tra il giorno e la notte, venti forti. Ecco allora che i crochi, come le genziane e altri fiori di montagna, sono bassi, hanno fiori sproporzionatamente grandi e dai colori vivaci per attirare gli insetti impollinatori e sono capaci di compiere lintero ciclo vegetativo in tempi molto rapidi rispetto a specie che vivono in climi più miti: fioriscono quando ancora la neve non si è sciolta del tutto e nel giro di pochi mesi scompaiono nuovamente al calduccio sotto terra.Edicola Digitale
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