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«Se stai cercando un assicuratore in giacca e cravatta, purtroppo hai sbagliato persona»

Una polizza non adatta non diventa improvvisamente adatta soltanto perché bisogna chiudere un contratto. Prima viene il rapporto umano, poi il guadagno

Luca Urso

Luca Urso, l'assicuratore che non ha bisogno di giacca e cravatta

«Però Luca, volevo dirti che io forse un pochino ti assomiglio. Mai compresa, sempre sopra le righe, un cervello che corre sempre più veloce degli altri, idee diverse da quelle che in genere le persone hanno. Ecco sempre fuori luogo, anche in famiglia. Sempre con una situazione che mi stava stretta».

Questo messaggio arrivato a Luca Urso, più di tanti discorsi, è riuscito a centrare il bersaglio. Perché Luca, 27 anni, nelle parole di quella persona che considera quasi una mamma, si è riconosciuto. Uno che non ha mai avuto troppa voglia di stare dentro gli schemi. E che oggi ha trovato il modo di trasformare il suo anticonformismo in un punto di forza. Chi è Luca?

La sua giornata comincia al Bar Sport di Castello di Annone, l'attività che porta avanti con la famiglia. Poi si cambia, una sistemata e nel pomeriggio ecco l'altro Luca, l'assicuratore. Due lavori apparentemente lontani, ma che Urso affronta con la stessa filosofia: guardare negli occhi le persone, parlare, ascoltare e soprattutto non fingere di essere qualcun altro. Anche il racconto pubblico della sua storia nasce da questa esigenza: prima le mani e i tatuaggi, poi il corpo, infine il volto, a cominciare dagli occhi. Certo, il lavoro è importante, ma non al prezzo di apparire ciò che non si è.

«Giudicami dalle polizze, non dall'inchiostro», è uno dei messaggi che Luca ha voluto lanciare per farsi conoscere dagli astigiani. Perché essere tatuati, vestirsi in un certo modo o avere un aspetto che non corrisponde all'immagine convenzionale dell'assicuratore non dovrebbe dire nulla sulla capacità professionale. Luca ha la sua storia fatta di tanti capitoli e di tante esperienze: «Posso piacere o non piacere, - si racconta - creare nuove amicizie e trovare nuovi clienti, ma non ho intenzione di costruirmi un personaggio per ottenere a tutti i costi il risultato». Luca non è l'assicuratore confinato dietro una mail o una telefonata; preferisce incontrare le persone dal vivo, conoscerle, parlare anche davanti a un caffè. E soprattutto dice quello che pensa. Anche quando la risposta è un «no».

Una polizza non adatta non diventa improvvisamente adatta soltanto perché bisogna chiudere un contratto. Prima viene il rapporto umano, poi il guadagno. Nel suo percorso ci sono diverse persone che vuole ringraziare. A partire da Francesco, il suo ex titolare, per averlo accolto nel mondo delle assicurazioni; poi mamma e papà, che sono un approdo sicuro, vivono per lui, gli danno un lavoro e ci sono sempre. Ci sono Alice (che è stata parte fondamentale del suo percorso), Andrea R. e Andrea S., Antonio C., Ale Vogh Cafe, Gian Lorenzo B., Umberto G., Marco V., Alessandro L. e Luca F. E infine Aurora A., la sua attuale titolare all'Aurora Assicurazioni Asti, che gli ha dato una nuova opportunità senza chiedergli di essere diverso da quello che è. Poi c'è Brando, il cane di Luca. Una presenza che, in mezzo a polizze, clienti, tatuaggi, pubblicità e due lavori, ricorda forse la cosa più semplice: alla fine della giornata, al di là dell'immagine che scegli di mostrare al mondo, resti sempre quello che sei. Per molti Luca Urso è un consulente assicurativo, per molti altri è un ragazzo che ama i tatuaggi, ma Luca è prima di tutto Luca, senza il bisogno di chiedere il permesso a qualcuno.

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