Cerca

Tartufi, stagione difficilissima<br/>fra Fisco e piante abbattute

Tartufi, stagione difficilissima<br/>fra Fisco e piante abbattute

Domenica scorsa l’assemblea dei trifolao astigiani e monferrini, assenti politici e amministratori. Il loro grido d'allarme per i tartufi sempre più scarsi, anche per via degli abbattimenti scriteriati di alberi. Ogni due mesi abilitati 30-40 nuovi cercatori e non c’è più prodotto per tutti

Si sono riuniti domenica mattina i trifolao iscritti all’ATAM (Associazione trifolao astigiani e monferrini) per la consueta assemblea annuale dei soci. Il presidente Piero Botto, presentando la sua relazione, ha fatto il punto sulla situazione associativa e sui problemi che i trifolao incontrano, spesso a causa dell’indifferenza e dell’incapacità di fornire in tempi rapidi strumenti legislativi adeguati alla situazione attuale. «Per la prima volta – ha esordito Botto – abbiamo in assemblea solo trifolao, senza alcun politico amministratore. Le nostre parole e richieste non sono state ascoltate ed a noi non servono promesse, ma certezze che non ci sono mai state. Abbiamo vissuto situazioni caratterizzate da opportunismo, soprattutto perché non c’è una corretta pianificazione del settore».

Passando ad elencare i problemi del settore, Botto ha individuato una grave fonte di problemi nella diminuzione del patrimonio arboreo provinciale: «Da un lato mettiamo a dimora alberi – ha detto – dall’altro abbiamo Comuni che chiedono ai proprietari di abbattere gli alberi vicino alle strade per ragioni di sicurezza, mentre basterebbe un’opportuna potatura a salvare la pianta. Cambiano le amministrazioni, ma le lettere continuano ad arrivare: nessuno vuole responsabilità e nel frattempo il patrimonio arboreo diminuisce». Fra i problemi dei trifolao non possono mancare gli interventi della Forestale che «arriva sui mercati creando un enorme scompiglio – ha rimarcato polemicamente Botto - comminando sanzioni in qualche caso anche giuste, ma se vigilasse sul territorio le cose andrebbero meglio. E’ più facile andare sulle piazze a rovinare le manifestazioni, con il risultato che quest’anno alle Fiere di Castagnole e Santo Stefano Belbo i tartufi non ci sono stati, mentre a Moncalvo, invece dei soliti 30 kg , se ne sono visti un chilo e mezzo».

Dai trifolao presenti è giunto anche qualche consenso alle multe, quando servono a tutelare la tipicità del prodotto nostrano: altri consensi hanno riguardato la protesta per la costante riduzione delle zone in cui i cercatori possono muoversi liberamente. Fausto Gulino assessore al Comune di Mongardino, ha raccontato l’esperienza fatta sul suo territorio, che è stato l’unico ad obbligare i proprietari a comunicare con 30 giorni di anticipo l’intenzione di abbattere delle piante: questo controllo ha consentito di ridurre gli abbattimenti e talora di evitarli, magari con un piccolo indennizzo dato dagli stessi trifolao. Ad accrescere i problemi c’è anche il fatto che, a fronte della riduzione delle piante tartufigene, ogni due mesi vengono abilitati 35–40 nuovi cercatori, per cui il prodotto si fa sempre più scarso per tutti. Ci sono poi le problematiche fiscali, causa di multe e contenziosi, e la revisione della legge 752 che disciplina il settore».

Renato Romagnoli
Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Nuova Provincia di Asti

Caratteri rimanenti: 400

Edicola Digitale

©2025 La Nuova Provincia - Iscritta alla Camera di Commercio di Alessandria - Asti Capitale sociale € 10.000 i.v. - Registro Imprese: AT-28133