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Intervista
02 Settembre 2026 10:38:00
Primo da sinistra, il presidente Mariano Rabino con gli altri protagonisti della douja d’or 2025 e le autorità
Per il secondo anno in cabina di regia della Douja d’Or di Asti, la manifestazione enologica in programma nel centro storico dall'11 al 20 settembre, l’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, presieduto da Mariano Rabino.
Presidente, come mai avete deciso di tornare alla Douja diffusa tra piazze e palazzi storici dopo l’edizione del 2025 in cui è stata concentrata in piazza S. Secondo?
Per noi l'edizione 2025 della Douja d'Or è stata un’area test nella quale verificare la possibilità di ritornare nell’arco di un triennio ad un progetto di iniziativa diffusa sul territorio.
Sia la risposta importante dei quattro soggetti principali - il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, il Consorzio per la Tutela dell’Asti Docg e Moscato d’Asti Docg, il Consorzio di tutela Brachetto d'Acqui e l’Associazione Produttori di Vino biologico - sia, e soprattutto, la risposta del pubblico, ci hanno fatto intuire la possibilità di ritornare ad un evento in grado di rispondere alle esigenze di visitatori differenti. La Douja, infatti, non si rivolge esclusivamente ai “winelovers" o agli esperti, ma ad un pubblico più ampio, giovane o meno giovane, che apprezza il vino nella sua dimensione conviviale ed espressione di un territorio e di un paesaggio culturale.
Non secondario, anzi, nel contribuire a riportare la Douja d'Or diffusa in città, è stata la grande adesione al progetto da parte dei soggetti territoriali e la loro disponibilità nel dare sostegno e collaborazione per creare un sistema orientato alla riuscita di un evento corale e diffuso.
Quali sono, secondo lei, i punti di forza della manifestazione?
Il punto di forza della Douja è quello di essere traversale a tutte le targetizzazioni in cui si possono suddividere gli utenti del mondo del vino.
Se parliamo di “competenza", quindi di conoscenza della materia vinicola da parte dei potenziali visitatori, la Douja riscuote interesse da parte sia dei consumatori occasionali, conviviali o abitudinari, sia degli appassionati e degli esperti conoscitori.
Parlando di “motivazione", e quindi degli interessi che portano a degustare, la Douja risponde sia a chi cerca etichette prestigiose sia vitigni autoctoni o vini bio, oltre che a coloro che degustano per sentirsi parte di un territorio. Inoltre, un evento così composito riesce pienamente a rispondere ad un tema cruciale per il mondo del vino, quello dei prezzi: l'offerta di eventi, bottiglie in vendita e vini in mescita è ampia, adatta a tutte le disponibilità di spesa. Il tema della spesa si lega strettamente allo stile di consumo, a sua volta riconducibile al profilo demografico dei consumatori di vino, anche potenziali. In Douja ci si rivolge a tutti: dalla generazione Z con i cocktail e la mixology ai Millennial interessati alle esperienze naturali dei prodotti e alla Generazione X, attenta ai marchi e al corretto rapporto qualità/prezzo. Non da ultimo - anzi, per noi fondamentale in quanto azienda turistica locale - il punto di forza dell'iniziativa deve essere il paradigma di quella che è la relazione col territorio: lasciare che siano i produttori a raccontare il luogo attraverso un prodotto - il vino - che porta in sé tutte le sfumature di terroir, stili di vinificazione e vocazione territoriale.
Nel salotto di Piemonte Land of Wine, in piazza San Secondo, continueranno, sul modello della scorsa edizione, gli incontri per favorire confronto e dialogo con altri territori Unesco italiani ed europei che sono, come nel nostro caso, produttori vinicoli. Un “gemellaggio” che quest’anno si amplierà da uno a quattro territori. Quali le potenzialità di questi eventi?
La partecipazione entusiasta che abbiamo raccolto quest'anno, grazie al coinvolgimento e al patrocinio dell'Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte di Langhe-Roero e Monferrato, è la cifra della potenzialità di questi eventi di “gemellaggio". Saranno infatti ospiti altri quattro siti Unesco - tre esteri e uno italiano - legati al mondo del vino che presenteranno nel salotto astigiano i motivi per cui sono stati riconosciuti Patrimonio mondiale dell'umanità. La partecipazione alla Douja non è solo un'opportunità di promozione, ma anche occasione di relazione tra territori con caratteristiche simili, fondamentale nell’ottica di un mercato turistico mondiale.
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