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31 Luglio 2026 12:25:00
Alcuni lavoratori impiegati nei reparti che saranno trasferiti a Torino
Confermati i trasferimenti di parte degli addetti Konecta da Asti a Torino. Ad essere interessati coloro che sono impiegati in due reparti (Gestione documentale e Back office non telefonico), destinati ad essere trasferiti nella sede torinese della multinazionale specializzata nei servizi alla clientela (call center).
E’ emerso mercoledì, in occasione dell’incontro tra azienda e sindacati svoltosi nella sede della Confindustria canavese, dato che il trasferimento riguarderà anche parte dei lavoratori del sito eporediese.
«L'azienda - scrivono i sindacalisti di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilfpc Piemonte in una nota unitaria - ha confermato i trasferimenti delle attività dei due reparti nella sede di Torino, in cui sono già stati avviati i lavori di adeguamento, soprattutto per quanto riguarda la gestione documentale. Trasferimenti che, come ha annunciato l’azienda, non è escluso possano slittare di alcune settimane rispetto alla data prevista del primo ottobre».
A fronte della conferma, i sindacalisti hanno avanzato alcune richieste. «Innanzitutto - affermano - abbiamo chiesto che i lavoratori interessati dal trasferimento, ma impiegabili anche in altre attività, possano essere ricollocati nelle commesse telefoniche attive nelle sedi di Asti e Ivrea. In secondo luogo abbiamo proposto che, in occasione del prossimo incontro che si terrà ai primi di settembre, si apra il confronto per avviare un maggior utilizzo dello smartworking per tutti i dipendenti».
Nel corso dell'incontro, poi, è emersa nuovamente «la criticità generale legata al calo dei volumi e alla carenza di ammortizzatori sociali, in particolare sulla sede di Ivrea». Un tema, il calo dei volumi, al centro dell’incontro svoltosi nella sede della Regione Piemonte il giorno precedente, convocato dall’assessore Maurizio Marrone. «Tavolo - concludono i sindacati - in cui l’assessore Marrone si è impegnato a porre al Governo il tema delle forti criticità del settore, con l’obiettivo di chiedere la costituzione di un tavolo permanente di gestione della crisi del settore dei call center, oltre che di approfondire il tema della digitalizzazione delle attività dei Comuni, che potrebbe dare ossigeno al comparto».
Una richiesta, quella del tavolo permanente, che i sindacati a livello unitario avevano già avanzato al Governo mesi fa. «Le difficoltà non sono solo di Konecta, che alla fine del 2025 sembrava addirittura dovesse chiudere le sedi di Asti e Ivrea», ricorda Alberto Revel, segretario generale regionale Slc Cgil. «Come ripetiamo da tempo, interessano tutto il settore. Sono quindi necessari un ragionamento e un intervento a livello nazionale che preveda misure straordinarie per tutto il settore. Proprio come hanno ribadito, ieri, i nostri colleghi a livello nazionale che hanno preso parte all’audizione parlamentare su questo argomento».
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