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Lavoro

Crisi dei call center, l’assessora Bologna punta sulle commesse che potrebbero arrivare dagli Enti locali

In Consiglio comunale si è fatto il punto sui casi Konecta, Tecnocall e Mediacom in attesa del Tavolo convocato in Regione per il 28 luglio

Marcia di protesta dei lavoratori Konecta [foto di repertorio]

Marcia di protesta dei lavoratori Konecta [foto di repertorio]

Il futuro degli oltre 150 lavoratori già toccati direttamente dalla crisi dei call center astigiani (Konecta, Tecnocall e Mediacom) è tornato all'ordine del giorno in Consiglio comunale, al centro di un’interpellanza di tutta l'opposizione volta a fare chiarezza sulle strategie dell’amministrazione per fronteggiare la crisi. L’assessora Loretta Bologna ha illustrato le tappe di un percorso avviato a fine giugno che ha visto il coinvolgimento anche di tre consiglieri di minoranza chiamati a partecipare ad alcuni incontri con le aziende, dove presenti, sindacati e lavoratori.

Per quanto riguarda Konecta, l'assessora Bologna ha ricordato il monitoraggio su 95 lavoratori già fuoriusciti che evidenzia una situazione delicata: 60 persone non sono ancora passate dal Centro per l’Impiego, mentre le restanti sono inseriti in patti di servizio (24 lavoratori) o hanno avviato le pratiche per la Naspi (23 ex dipendenti). Tutti i coinvolti hanno meno di 60 anni, restando dunque lontano dall'età pensionabile e quindi in attesa di nuova occupazione.

La proposta del Comune, già inviata ai vertici di Konecta, in particolare, fa sapere l'assessora, al responsabile HR area Nord Daniele Demarie, consiste nel garantire continuità lavorativa anche attraverso la digitalizzazione dei servizi dell’Ente comunale, come quelli del settore Urbanistica. L'obiettivo sarebbe creare un piano di coesione territoriale ispirato a un'esperienza avvenuta a Biella, estendendo il modello anche ad altri Enti della provincia per attrarre bandi e contributi specifici necessari per affidare commesse all'azienda in crisi.

Più complessa la situazione di Tecnocall e Mediacom, legate alla commessa di Iren. Nonostante l'assenza della multinazionale ai tavoli di fine giugno, l’assessora ha riferito di aver ricevuto note riguardanti nuove necessità commerciali e di competenze. Le aziende si sono dette disponibili a percorsi di upskilling e reskilling del personale, corsi di aggiornamento per acquisire nuove e differenziate competenze, fondamentali in vista di un nuovo bando che Iren prevede di indire per luglio 2027. La prossima tappa sarà il 28 luglio quando si terrà il Tavolo di crisi nella Regione Piemonte convocato dal vicepresidente Marrone.

Alla luce delle informazioni date dall'amministrazione comunale, il consigliere Mario Malandrone (Ambiente Asti) ha ringraziato l'assessora per il coinvolgimento della minoranza nei tavoli tecnici, ma ha anche espresso forte preoccupazione per quei 60 ex lavoratori Konecta rimasti "nell'ombra" che non hanno ancora usufruito dei servizi del Centro per l'Impiego.

Il consigliere ha poi promosso l'idea di diversificare le attività dei call center verso servizi locali, ma ha lanciato una critica contro Iren: «Fatichiamo ad accettare come si è posta, che non era presente al tavolo, e che ha imposto diktat del tipo 'non avete lavorato come dicevamo noi o non avete queste competenze'». Malandrone ha poi ribadito che la priorità deve essere il rispetto della clausola sociale e la tutela del lavoro sul territorio fino alla scadenza del 2027, garantendo la disponibilità della minoranza a collaborare purché si ottengano risultati concreti per i lavoratori.

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