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«L'intelligenza artificiale non può sostituire i lavoratori senza alcuna rete di protezione»

Da lunedì 13 luglio lo sciopero nazionale dei lavoratori dei call center proclamato da Slc Cgil, Fistel Cisl e Uil Fpc per denunciare la crisi del comparto

«L'intelligenza artificiale non può sostituire i lavoratori senza alcuna rete di protezione»

Un momento dell'attivo unitario di ieri a Torino (foto tratta dalla pagina Facebook di Cisl Piemonte)

Si è svolto ieri (venerdì) a Torino, nella sede della Cisl, l'attivo unitario di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uil Fpc in preparazione allo sciopero nazionale dei lavoratori dei call center proclamato dal 13 al 27 luglio, che prevede l'astensione collettiva dal lavoro di due ore a fine turno per i lavoratori a tempo pieno e di un'ora per i part time.

I sindacalisti hanno così lanciato l'allarme sulla situazione del settore, un comparto da 4mila addetti in Piemonte che sta attraversando crisi e difficoltà anche a causa dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale. Basti pensare ai problemi che stanno riguardando da mesi i call center Konecta e Mediacom - Tecnocall di Asti.

Dopo l'incontro - che ha visto la partecipazione di Anna De Bella (Fistel Cisl Piemonte), Daniele Carchidi (Slc Cgil nazionale), Maria Lusa Lanzaro (Uil Fcp Piemonte) e Alberto Revel (Slc Cgil Piemonte) e collegati da remoto Pierpaolo Mischi (Uil Fcp nazionale) e Fabrizio Morroni (Fistel Cisl nazionale) - la delegazione sindacale ha incontrato nel pomeriggio parlamentari e consiglieri regionali per chiedere un intervento politico immediato.

Presenti la senatrice Elisa Pirro, i deputati Chiara Appendino e Antonino Iaria e la consigliera regionale Sarah Disabato (Movimento 5 Stelle); il vice capogruppo alla Camera dei Deputati, Marco Grimaldi, e la consigliera regionale Alice Ravinale (Avs); i consiglieri regionali Gianna Pentenero e Alberto Avetta, insieme al consigliere comunale Valentino Magazzù (per il Pd).

«Non possiamo parlare di innovazione se prima non mettiamo in sicurezza il lavoro», hanno dichiarato i segretari regionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uil Fpc, rispettivamente Alberto Revel, Anna De Bella e Maria Luisa Lanzaro. Serve un tavolo permanente con il Governo, regole certe sull’intelligenza artificiale e percorsi di riqualificazione professionale».

A spiegare nel dettaglio la situazione anche le segreterie nazionali in una nota diramata per proclamare lo sciopero. «Il settore dei call center, del Customer Relationship Management (CRM) e del Business Process Outsourcing (BPO) - scrivono - sta attraversando una fase di profonda trasformazione, guidata dall'introduzione massiccia di sistemi di automazione e intelligenza artificiale. Una trasformazione completamente non governata, che sta generando una vera e propria emergenza occupazionale per decine di migliaia di lavoratori in tutto il Paese. Negli ultimi mesi stiamo assistendo ad una accelerazione, senza precedenti, nell'adozione di chatbot, assistenti virtuali e sistemi di gestione automatizzata delle richieste dei clienti. Processi che fino a poco tempo fa richiedevano l'intervento umano vengono progressivamente sostituiti da soluzioni algoritmiche, spesso introdotte senza alcun confronto preventivo con le rappresentanze sindacali, senza piani di riconversione professionale e senza garanzie occupazionali per il personale coinvolto».

«Le richieste e gli appelli - proseguono - sono inascoltati. Da tempo chiediamo un intervento immediato e strutturale da parte del Governo. Tra queste l'apertura di un tavolo di confronto permanente tra Governo, aziende del settore e parti sociali, per governare l'impatto dell'intelligenza artificiale sull'occupazione del comparto. Il Governo deve intervenire prontamente, con regole chiare che mettano al centro la tutela del lavoro e la dignità delle persone. L'intelligenza artificiale deve essere uno strumento al servizio dei lavoratori, non un mezzo per sostituirli senza alcuna rete di protezione».

Gli interventi dei politici

Al termine dell'incontro pomeridiano non si sono fatte attendere le reazioni dei politici partecipanti. Tra loro Elisa Pirro, Senatrice M5S Chiara Appendino e Antonino Iaria, Deputati M5S Sarah Disabato, Consigliera regionale M5S Piemonte. «Come Movimento 5 Stelle - affermano - continueremo a portare queste istanze in Parlamento e in Consiglio regionale, lavorando anche con i colleghi delle altre regioni maggiormente coinvolte, proponendo un Osservatorio nazionale sulla transizione occupazionale e sull’intelligenza artificiale, il vincolo di una quota dei benefici derivanti dalla produttività alla riqualificazione dei lavoratori e l’obbligo di confronto preventivo con i sindacati quando l’intelligenza artificiale incide sull’organizzazione del lavoro. La transizione digitale deve creare nuove opportunità, non nuova precarietà: innovazione e tutela del lavoro devono procedere insieme»

Ad intervenire anche il consigliere regionale Alberto Avetta (Pd) e la Capogruppo Dem in Consiglio regionale Gianna Pentenero. «Hanno ragione - dichiarano - le organizzazioni sindacali: la crisi che sta investendo il comparto dei call center necessita di soluzioni strutturali e non di provvedimenti estemporanei, che inseguono solo le singole emergenze. La diffusione dell’intelligenza artificiale sta comportando una trasformazione epocale del mondo del lavoro e la politica non può pensare di affrontarla con strumenti ordinari. D’intesa con le altre forze di opposizione chiederemo un’Informativa urgente sul settore delle telecomunicazioni, in particolare i call center, che in Piemonte danno lavoro a circa 4mila persone. Vogliamo ricordare al Presidente Cirio che da due anni e mezzo (era l’inizio della crisi Konecta) attendiamo l’istituzione del tavolo regionale sulle telecomunicazioni. I sindacati, i lavoratori e le loro famiglie meritano non promesse disattese ma atti concreti, a cominciare da una pressante azione sul Governo Meloni».

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