Incontro
01 Luglio 2026 12:44:50
Mario Malandrone e Michele Miravalle
Ad intervenire sulla situazione attuale e sul futuro del Raggruppamento temporaneo di imprese Tecnocall e Mediacom - ogetto lunedì di un incontro svoltosi nella sede del Comune di Asti - intervengono i consiglieri comunali di opposizione Mario Malandrone (Ambiente Asti) e Michele Miravalle (Partito democratico).
"Come consiglieri comunali di opposizione - affermano - avevamo già portato questa vicenda all’attenzione del Consiglio comunale attraverso specifiche interpellanze, chiedendo chiarimenti sul futuro dell’appalto, sui livelli occupazionali e sul ruolo di Iren. Le preoccupazioni che avevamo espresso trovano purtroppo conferma nel quadro emerso durante il tavolo istituzionale convocato dal Comune di Asti, cui hanno preso parte le organizzazioni sindacali, le Rsu, le aziende Mediacom e Tecnocall e rappresentanti della Regione Piemonte. Assente invece, nonostante fosse stata convocata, Iren, il committente dell’appalto".
"L’assenza di Iren - proseguono - rappresenta un elemento grave e preoccupante. Le difficoltà che stanno vivendo i lavoratori coinvolti non possono essere affrontate senza il confronto diretto con il soggetto che affida il servizio e che deve chiarire le proprie scelte sul futuro dell’appalto. Proprio perché Iren è una società partecipata dal Comune di Asti, riteniamo indispensabile un confronto trasparente e concreto".
"Il Comune ha comunicato di aver già incontrato l’azienda e di voler convocare a breve un nuovo tavolo istituzionale: auspichiamo che l’incontro venga organizzato rapidamente e che veda finalmente la presenza del committente. A questo proposito confermiamo la nostra disponibilità a collaborare affinchè il prossimo confronto sia operativo e porti risposte su temi non più rinviabili: futuro dell’appalto, volumi di lavoro, tutela dei livelli occupazionali e responsabilità dei soggetti coinvolti".
I due comnsiglieri ricordano poi gli effetti concreti della situazione. "La situazione resta delicata. L’utilizzo dell’ammortizzatore sociale sta producendo effetti pesanti sulle retribuzioni: le aziende hanno evidenziato riduzioni medie intorno al 15-16%, con situazioni che arrivano fino al 40% degli stipendi, soprattutto per i lavoratori part time. Questa fase non può essere affrontata scaricando il peso della crisi esclusivamente sui dipendenti. A rendere ancora più urgente l’intervento è il mancato funzionamento del Fondo Bilaterale delle Telecomunicazioni. Le aziende stanno anticipando risorse senza certezze sui tempi di rimborso, mentre i lavoratori attendono il riconoscimento di somme fondamentali per il proprio reddito. Su questo chiediamo un intervento immediato delle istituzioni regionali e nazionali per sbloccare le procedure del Fondo e garantire le coperture economiche spettanti".
"Riassumendo - sintetizzano - riteniamo prioritari, per affrontare la situazione, la convocazione urgente di un nuovo tavolo istituzionale con la presenza di Iren; lo sblocco delle risorse del Fondo Bilaterale delle Telecomunicazioni; il coinvolgimento delle istituzioni regionali e nazionali. E ancora, la trasparenza sui volumi di lavoro e sulle eventuali internalizzazioni; le garanzie occupazionali fino alla scadenza dell’appalto; il monitoraggio della clausola sociale prevista dal bando; un confronto su formazione e innovazione legato alla tutela dei posti di lavoro".
"Questa - concludono - non è soltanto una vertenza aziendale. Riguarda il lavoro, il reddito e la dignità di 110 lavoratori e delle loro famiglie".
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