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Incontro

I sindacati sul futuro di Mediacom e Tecnocall: "Inaccettabile l'incertezza che stanno vivendo i lavoratori dall'inizio dell'appalto"

In Municipio si è svolto un tavolo sulla situazione del Raggruppamento temporaneo di imprese. "Esprimiamo disappunto e preoccupazione per l'assenza al tavolo di Iren"

I sindacati sugli esuberi Mediacom e Tecnocall: "Inaccettabile l'incertezza chre stanno vivendo i lavoratori dall'inizio dell'appalto"

La sede di Tecnocall e Mediacom

"Non è accettabile che a pagare siano sempre i lavoratori, così come lo stato di incertezza che stanno affrontando i dipendenti fin dall'inizio dell'appalto". 

Ad affermarlo i sindacalisti delle segreterie Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilfpc Uil Piemonte che lunedì, insieme alle RSU del raggruppamento temporaneo di imprese Mediacom e Tecnocall, hanno preso parte ad un incontro nella sede del Comune di Asti sul futuro delle due società. Specializzate nel servizio clienti (call center)lo scorso gennaio avevano annunciato 62 esuberi su 121 dipendenti, attualmente scesi a 110. 

La vertenza

Per capire la situazione, bisogna fare un passo indietro. Il raggruppamento era nato per partecipare alla gara d'appalto Iren, appalto che aveva poi vinto "sottraendolo" a Konecta, società con sede in via Guerra ad Asti.

In virtù di quel trasferimento di commessa era scattata la clausola sociale, per cui i lavoratori che alla Konecta si occupavano della commessa Iren sono stati assunti dalle due aziende vincitrici dell'appalto, che in base ai vincoli della normativa hanno aperto una sede in città (entrambe negli ex uffici Tubosider in corso Torino).

Così 59 dipendenti erano passati a Tecnocall e 62 a Mediacom.

Ma nei mesi successivi, a causa della scarsità di lavoro, erano stati annunciati esuberi: 30 da Tecnocall, 32 da Mediacom.

Da quel momento è stata avviata una vertenza che ha portato alla firma dell'accordo sindacale tra le aziende e i sindacati Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil. Accordo in base a cui sono stati attivati, lo scorso febbraio, contratti di solidarietà per tutti i dipendenti fino all'11 ottobre prossimo, con una percentuale massima individuale del 70% e una media collettiva che non superi il 65%.

La situazione, che era già stato oggetto di dibattito in consiglio comunale, è stata quindi al centro di un incontro cui hanno anche partecipato le aziende Mediacom e Tecnocall e rappresentanti della Regione Piemonte. Assente invece, seppur convocato, il committente Iren.

L'incontro in Municipio

"Come organizzazioni sindacali - scrivono i sindacalisti - abbiamo espresso ed esprimiamo disappunto e preoccupazione per l'assenza al tavolo di Iren. Le problematiche che i lavoratori dell'RTI di Asti stanno affrontando vedono una diretta e seria responsabilità del committente da cui ci si aspetterebbe maggiore disponibilità nel partecipare ad una discussione istituzionale sulle condizioni di chi opera nei suoi appalti. Tuttavia il Comune di Asti ha reso noto di aver incontrato, in separata sede, IREN che, come è bene ricordare, rientra tra le Società partecipate dal Comune di Asti e che in tali occasioni avrebbe elencato le proprie richieste per gestire e superare, almeno in parte, le criticità che i servizi di assistenza alla clientela, in particolare del settore energetico, stanno affrontando".

Tra queste la necessità di proattività dei partner, il miglioramento delle prestazioni e una maggiore flessibilità del personale, come la disponibilità a costruire nuove competenze e flessibilità per affrontare un futuro che vede nell'intelligenza artificiale una rivoluzione del rapporto con i clienti.

"Considerando gli innumerevoli appelli che, come organizzazioni sindacali, stiamo rivolgendo alle imprese e alle istituzioni affinché ci si attivi, con carattere di urgenza, per percorsi di riqualificazione e ampliamento delle competenze dei lavoratori dei Customer Care - continuano - esprimiamo ancor più rammarico per l'assenza del committente al tavolo di discussione, visti alcuni punti di contatto espressi per il tramite del Comune".

"Abbiamo nuovamente ribadito come la soluzione alle problematiche del settore e dell'appalto Iren nello specifico non possono essere gestite e sanate con il solo ricorso agli ammortizzatori sociali che oggi pesano sui lavoratori di Mediacom e Tecnocall con una percentuale media, dichiarata dalle aziende, intorno al 15-16% ma che ha visto impatti fino al 40% su stipendi di lavoratori in molti casi part time".

Gli impegni presi

Va ricordato che le istituzioni presenti al tavolo si sono impegnate ad interrogare l'Inps in merito ai ritardi nell'approvazione delle pratiche di ammortizzatori sociali connesse al Fondo bilaterale delle Telecomunicazioni, affinché vengano garantite le necessarie coperture economiche. Come parte sindacale è stato richiesto al Comune e alla Regione un impegno concreto sia nel promuovere azioni utili a sostenere i lavoratori e a garantirne i livelli occupazionali sia nell'intercedere con Iren affinché venga avviato un serio confronto sul futuro dell'appalto sul territorio astigiano.

La Regione Piemonte si è inoltre impegnata ad attivarsi per un sostegno concreto ai percorsi di formazione che permettano la riqualificazione del personale. Il Comune di Asti, infine ha dichiarato di voler riconvocare in breve tempo il committente Iren anche in vista del termine dell'ammortizzatore sociale ad ottobre e della scadenza della gara d'appalto nel luglio 2027.

Il commento

"Non è accettabile - concludono i sindacalisti - che a pagare siano sempre i lavoratori, così come lo stato di incertezza e paura del futuro che stanno affrontando fin dall'inizio dell'appalto. Nessuno può e deve girarsi dall'altra parte. Istituzioni, aziende e committenti sono socialmente responsabili della vita e della dignità di chi opera negli appalti".

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