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Konecta, rimandato al 16 giugno il confronto sul trasferimento di circa 70 lavoratori

E' emerso ieri in occasione dell'incontro tra azienda e sindacati che si è svolto ad Ivrea

Konecta, rimandato al 16 giugno il confronto sul trasferimento di circa 70 lavoratori

Alcuni dipendenti impegnati nelle attività che l'azienda vuole trasferire

Entrerà nel vivo martedì 16 giugno il confronto sul futuro professionale dei dipendenti Konecta - la multinazionale specializzata nei servizi alla clientela (call center) - di Asti e Ivrea. È emerso ieri (martedì), nella sede dell'Unione industriale eporediese, in occasione dell'esame congiunto tra azienda e sindacati dopo che, lo scorso 21 maggio, Konecta aveva comunicato che procederà allo spostamento di tutte le attività di backoffice non telefonico (o con bassissimo contenuto telefonico) e Ged (attività di backoffice non telefonici e documentali) dalle sedi di Asti e Ivrea a quella di Torino, trasferendovi i lavoratori, a causa «delle criticità persistenti legate all'andamento delle attività».

«La direzione aziendale - spiegano i sindacalisti delle segreterie di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uil Fpc, insieme alle rispettive Rsu delle sedi di Asti e Ivrea - ha accolto l’istanza sindacale di non procedere, al momento, con l’invio delle lettere individuali di trasferimento. Le parti si incontreranno nuovamente per proseguire la trattativa il 16 giugno. Il tavolo verterà su trasferimenti, organizzazione del lavoro, smart working e prospettive per i tre siti piemontesi. Considerato il rinvio della discussione, quindi le assemblee con i lavoratori verranno calendarizzate dopo l'incontro del 16 giugno».

L'annuncio della volontà di trasferire le attività citate ha rappresentato una "doccia fredda" per i lavoratori, in quanto preceduto dalla comunicazione di metà aprile, quando l’azienda aveva escluso l'accorpamento dei tre siti piemontesi a Torino, con conseguente trasferimento di tutti i dipendenti nel capoluogo regionale, che aveva invece annunciato a dicembre, determinando una mobilitazione di protesta.
Come emerso dalle dichiarazioni dei lavoratori all'indomani della decisione aziendale, la preoccupazione tra i dipendenti è palpabile, non solo per i circa 70 addetti di Asti che sarebbero coinvolti dal trasferimento, ma per tutti i 299 lavoratori della sede di via Guerra, considerato il clima di incertezza che aleggia da mesi.

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