Sindacato
21 Maggio 2026 17:09:39
Uno stabilimento Dierre nello scatto di A. Lercara
Episodio di violenza, oggi (giovedì), durante una riunione sindacale nell'azienda Dierre. A parteciparvi le Rsu Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil delle quattro divisioni aziendali e i rappresentanti territoriali delle organizzazioni sindacali.
"Durante la disamina della proposta aziendale - racconta Silvano Uppo, segretario generale territoriale Uilm Uil - sono emerse differenti valutazioni tra le organizzazioni sindacali e le Rsu in merito al proseguimento delle trattative in corso.
Improvvisamente, durante il dibattito, un delegato della Fiom, visibilmente alterato dall'andamento della discussione, è intervenuto inizialmente con toni molto accesi per poi alzarsi improvvisamente dalla sedia e colpire con violenza alla testa Alessandro Ferrante, componente della segreteria territoriale Uilm, seduto a pochi metri di distanza, facendolo cadere a terra".
"L'aggressore è stato trattenuto da alcuni presenti, mentre altri prestavano soccorso al lavoratore aggredito che lasciava lo stabilimento per essere accompagnato al Pronto soccorso, dove sono attualmente in corso gli accertamenti medici".
Si tratta di un episodio grave e inaccettabile - commenta Uppo insieme al segretario generale Uil Asti Cuneo, Armando Dagna - che nulla ha a che vedere con la dialettica democratica e sindacale, che deve sempre svolgersi nel rispetto reciproco e delle persone.
Riteniamo l’accaduto - concludono - un avvenimento lesivo delle libertà democratiche e dell’autorevolezza necessaria nei confronti delle controparti. Auspichiamo quindi una presa di posizione chiara della Fiom Cgil di Asti".
In serata sono anche arrivate le dichiarazioni di Rocco Palombella e Luca Maria Colonna, rispettivamente segretario generale e segretario nazionale della Uilm Uil.
"Quanto accaduto - affermano - è un fatto gravissimo e inaccettabile, che nulla ha a che vedere con il normale conflitto sindacale o con la dialettica tra organizzazioni. La violenza fisica non può trovare alcuna giustificazione e rappresenta una ferita ai valori democratici sui quali si fonda l’azione sindacale. Il confronto, anche duro, appartiene alla storia del sindacato. Le intimidazioni e le aggressioni no. Per questo riteniamo indispensabile una presa di posizione chiara e inequivocabile da parte della Fiom, sia locale che nazionale, rispetto ai fatti avvenuti oggi ad Asti. Di fronte a episodi di tale gravità non possono esistere ambiguità né silenzi. La Uilm continuerà a svolgere il proprio ruolo con responsabilità, determinazione e autonomia, senza lasciarsi intimidire da alcuna forma di violenza. A tutela del dirigente aggredito e dell’organizzazione saranno inoltre valutate tutte le iniziative necessarie nelle sedi opportune".
Interpellato sull'accaduto, Vito Carelli, segretario generale territoriale Fiom Cgil, così replica.
"Ero presente all'incontro. Si trattava di un momento in cui eravamo coinvolti nella discussione solo noi sindacalisti, assente l'azienda. Le parole di commento della Uilm sono secondo me esagerate perché la situazione dopo l'accaduto non mi sembrava così grave, mentre non posso entrare nel merito dell'episodio in quanto il momento in cui il nostro delegato avrebbe colpito alla testa Ferrante non l'ho visto perché altri mi coprivano la visuale".
"Detto questo, sono d'accordo sul fatto che i confronti tra sindacalisti non devono mai degenerare nei toni e devono sempre essere improntati al rispetto reciproco".
Ad intervenire in serata anche la categoria Fiom Cgil.
"Allo stato, per le informazioni apprese - affermano - ci risultano differenti ricostruzioni dei fatti accaduti. In ogni caso, se tali affermazioni dovessero risultare veritiere, sarà nostro impegno attivare da subito le iniziative conseguenti e necessarie per ripristinare quel clima di corretto e democratico confronto tra organizzazioni sindacali che da sempre caratterizzano la Fiom e i propri delegati. Siamo da subito disponibili ad incontrare la Uilm provinciale per un confronto propedeutico a superare le tensioni e ripristinare quella collaborazione che ha contraddistinto i rapporti tra sindacati sul territorio".
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