Sindacato
18 Maggio 2026 18:49:00
Aiutare i cittadini che si ritrovano a dover gestire una condizione impattante, come quella dell’invalidità, e, al contempo, affrontare le difficoltà legate alla Riforma della disabilità. È quanto ha deciso di fare la Cgil, che stamattina ha reso noto un nuovo servizio, attivo da circa un mese.
Un servizio legato al fatto che, dallo scorso primo marzo, Asti fa parte delle 60 città che, in Italia, stanno sperimentando la Riforma della disabilità, attuata con decreto legislativo 62 del 2024 e poi parzialmente modificata con il recente decreto 50 del 2026.
LA RIFORMA
«La riforma - hanno spiegato il segretario generale provinciale Beppe Morabito e Mamadou Seck, componente di segreteria - è di per sé molto positiva, in quanto allinea il nostro Paese ai principi della convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. Infatti stabilisce nuove procedure per la valutazione di base dell’invalidità civile e l’introduzione del cosiddetto “Progetto di vita”. Spiegato con parole semplici, significa che le pratiche di invalidità civile non servono più soltanto a stabilire l’accompagnamento e il diritto ad usufruire della legge 104, ma mirano a definire un vero e proprio progetto di vita, basato sulla collaborazione tra enti e servizi per garantire risposte adeguate ai bisogni dei cittadini. Ovvero, si definisce il quadro clinico completo della persona, in modo da stabilire anche a quali servizi – comunali e regionali ha diritto. Peccato che il percorso previsto per arrivare a questo risultato sia un terreno quasi inesplorato».
I COSTI
«Innanzitutto – ha aggiunto Morabito – la riforma prevede che, per la richiesta di valutazione di base dell’invalidità civile, sia necessario presentare una documentazione molto più approfondita rispetto al passato, per cui i medici di famiglia, tranne rari casi, hanno già avvisato che non si occupano più delle pratiche di questo tipo, sia perché prevedono dati che non competono loro sia perché non riuscirebbero a dedicarvi il tempo necessario. Così è emerso che ci si deve rivolgere ai medici che svolgono questo servizio a pagamento, con un costo di 250 euro, considerate le ore di lavoro che richiede».
IL SERVIZIO
«Una tariffa che, è facile immaginare - ha continuato - mette in difficoltà tante persone. Tanto che è emerso che nelle città che hanno sperimentato la riforma per prime, già dallo scorso gennaio, il numero di domande sia calato del 30%. Per questo abbiamo deciso di aiutare i cittadini fornendo un servizio convenzionato grazie alla disponibilità di due medici: uno per l’area di Asti, l’altro per la Valle Belbo».
Il costo della pratica è di 90 euro per gli iscritti alla Cgil (120 euro per i nuovi tesserati) e 140 euro per coloro che non sono iscritti al sindacato.
NOVITA' PER GLI ULTRA70ENNI
«Altro motivo di preoccupazione – ha continuato Morabito – il fatto che il decreto successivo stabilisca un “passo indietro” parziale: per coloro che hanno più di 70 anni, infatti, dal 1° giugno sarà il medico di famiglia a stabilire se dovranno presentare la domanda seguendo il vecchio iter o quello nuovo».
D’accordo Seck, che ha posto l’accento su un’altra questione. «Correttamente – ha sottolineato - la riforma stabilisce per la persona disabile e invalida un progetto di vita, stabilendo a quali servizi ha diritto, ma non sappiamo quante Amministrazioni locali sono pronte o hanno le risorse economiche adeguate a questo scopo. Quindi pensiamo che la questione dovrà essere oggetto di una contrattazione sociale».
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