Cerca

Distrutti 30 mila portainnesti<br/>di barbatelle non sane

Distrutti 30 mila portainnesti<br/>di barbatelle non sane

E’ uno di quei settori di cui si parla poco ma che hanno un ruolo fondamentale in una provincia a vocazione (e business) vinicolo come la nostra. Parliamo dei vivaisti viticoli, di coloro cioè che

E’ uno di quei settori di cui si parla poco ma che hanno un ruolo fondamentale in una provincia a vocazione (e business) vinicolo come la nostra. Parliamo dei vivaisti viticoli, di coloro cioè che producono le barbatelle da mettere a dimora nei vigneti. In provincia di Asti sono circa una quarantina, quasi tutti operanti nel territorio a sud del capoluogo, con un giro d’affari ragguardevole e una forza strategica di primo piano, visto che producono l’80% delle barbatelle vendute in Piemonte. Un lavoro, però, che deve sottostare a rigide norme in tema di certificazioni di origine e di rispetto sanitario della “salute” delle piantine. Requisiti che sono risultati assenti in un controllo condotto nei giorni scorsi dagli ispettori Bianco e Guercio del Servizio Controllo Vivai della Provincia di Asti.

Il vivaista controllato aveva “materiale di moltiplicazione” proveniente da campi madre non autorizzati. Ed è stato tutto sequestrato e distrutto. Parliamo di decine di migliaia di portainnesti. La barbatella, infatti, si realizza innestando una gemma di vite europea sopra un ramo di vite selvatica. Entrambe le parti devono provenire da campi madre certificati per avere un controllo sulla filiera e, soprattutto, salvaguardare la qualità della viticoltura autoctona.

«Soprattutto in un momento come quello attuale - ha commentato il dirigente del Servizio Agricoltura della Provincia di Asti Paolo Guercio - che è caratterizzato dalla continua espansione della flavescenza dorata, è fondamentale che tutte le componenti della filiera viticola e in primis i vivaisti si impegnino al pieno rispetto delle norme nell’interesse di tutti e dell’economia del territorio». I controlli sono dunque frequenti ed accurati, proprio per evitare che finiscano nei vigneti delle barbatelle non sane che, oltre a determinare un danno economico e di produzione, possono inficiare l’originalità delle varietà e possono rappresentare veicoli di diffusione delle malattie delle viti. Sul sequestro e la distruzione del materiale sequestrato al vivaista è intervenuto anche il Commissario Ardia che ha ribadito come operazioni come questa vadano a tutela del settore e dei produttori onesti.

Daniela Peira
Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Nuova Provincia di Asti

Caratteri rimanenti: 400

Edicola Digitale

©2025 La Nuova Provincia - Iscritta alla Camera di Commercio di Alessandria - Asti Capitale sociale € 10.000 i.v. - Registro Imprese: AT-28133