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Agriturismi: manca la comunicazione

Agriturismi: manca la comunicazione

Un settore con luci e ombre, che ha sicuramente grandi potenzialità inespresse, ma che ancora ha problemi a trovare una via di rilancio e per questo necessita della massima attenzione da parte delle

Un settore con luci e ombre, che ha sicuramente grandi potenzialità inespresse, ma che ancora ha problemi a trovare una via di rilancio e per questo necessita della massima attenzione da parte delle istituzioni. È la fotografia che Agriturist Asti, sezione provinciale della prima associazione di agriturismo italiana che fa capo a Confagricoltura, fa del comparto agrituristico astigiano.

La presidente, Nicoletta Candelo, agricoltrice e titolare di un agriturismo nel Sud dell'Astigiano, fornisce un'analisi netta: «Ci deve essere un maggiore coordinamento tra le strutture che fanno vero agriturismo, che vuol dire la propria casa di agricoltori ai turisti a caccia della reale vita agreste e non di qualche misera imitazione, e le istituzioni pubbliche che sono deputate a gestire le offerte turistiche e la comunicazione collegata».

È una vecchia storia. Nell'Astigiano ci sono paesaggi unici al mondo, iniziative originali, che spesso sembrano soffrire di una comunicazione insufficiente. Nonostante questo il comparto turistico astigiano nel suo complesso, comprese quindi le strutture alberghiere e della ristorazione, sembra attrarre gli imprenditori. In quasi un decennio, dal 2004 al 2013, le imprese di questo settore sono passate, secondo i dati forniti dalla Camera di Commercio di Asti, da 883 a 1399, con un incremento di 516 unità.
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