Calo delle imprese, degli addetti del settore, delle ore lavorate. Il settore dell'edilizia, dove ormai le aziende falliscono non più per debiti ma per crediti non corrisposti, è in agonia da anni. La difficile situazione è stata ribadita ieri (lunedì) dal Gruppo costruttori edili dell'Unione industriale, nel corso di una conferenza stampa convocata per presentare le nuove cariche sociali dell'associazione. La crisi dell'edilizia astigiana - è emerso - è resa evidente...
Calo delle imprese, degli addetti del settore, delle ore lavorate. Il settore dell'edilizia, dove ormai le aziende falliscono non più per debiti ma per crediti non corrisposti, è in agonia da anni. La difficile situazione è stata ribadita ieri (lunedì) dal Gruppo costruttori edili dell'Unione industriale, nel corso di una conferenza stampa convocata per presentare le nuove cariche sociali dell'associazione.
La crisi dell'edilizia astigiana - è emerso - è resa evidente dal calo delle imprese, che nell'ultimo quinquennio sono passate da 782 a 520, con una riduzione del 35%, ed in particolare dell'11% nel solo ultimo anno; gli addetti al settore sono scesi da 2671 a 1706, anche qui circa il 36% in meno. Sono diminuite anche le ore lavorate (- 42%) e nel primo semestre 2014 si è registrato un ulteriore calo, scendendo dalle 520 del 2013 alle attuali 455, che complessivamente impiegano circa 1500 operai.
«Abbiamo portato questi dati a tutte le occasioni di confronto con le forze politiche e con le Pubbliche amministrazioni ?- ha affermato il capogruppo Luciano Mascarino ?- ma abbiamo l'impressione che nessuno ci ascolti. Le accelerazioni impresse dal Governo fanno ben sperare, ma si scontrano con le altre gravissime difficoltà che ci vengono poste dal ritardo dei pagamenti della Pubblica amministrazione, dalla fiscalità eccessiva, dalla mancanza di credito adeguato, dagli obblighi burocratici che complicano le cose ed aumentano i costi. Agli imprenditori servono risposte chiare e veloci, positive o negative che siano. Va poi sottolineato che se una volta si falliva per debiti, oggi si fallisce perché si hanno crediti non pagati: a livello locale abbiamo ancora il sostegno delle banche del territorio, mentre quelle nazionali ci aiutano molto meno».
La mancanza di credito si riflette ovviamente anche sui potenziali compratori, cosicché ci sono oggi centinaia di alloggi invenduti che non si sa bene quando potranno trovare acquirenti. Infatti hanno ancora un mercato appartamenti di ridottissime dimensioni e, contrariamente a quanto accadeva in passato, sembra più facile vendere un alloggio affittato (che almeno è fonte di reddito) rispetto ad uno libero, che rappresenta invece solo un costo. A fronte di questa situazione, i costruttori edili vogliono tuttavia restare ottimisti e propositivi, aderendo alla costituenda Fondazione che dovrebbe portare ad Asti un Istituto tecnico superiore (che si porrebbe tra il diploma di scuola superiore e la laurea), finalizzato alla specializzazione dei giovani nel settore dell'edilizia e delle energie rinnovabili.
Ma nell'attesa che il progetto si realizzi, come intervenire da subito sulla città? «Il patrimonio immobiliare astigiano è in buona parte vetusto e non conforme alle normative -? ha spiegato Mascarino -? e potrebbe essere riqualificato e reso più interessante per il compratore». «Vi è poi la manutenzione delle infrastrutture -? ha aggiunto la vice capogruppo Raffaella Fasolis ?- sulla quale si è ridotta fortemente in questi anni la spesa pubblica: ci sono decine di lavori, di piccola e media dimensione, che potrebbero creare lavoro e migliorare la qualità della vita dei cittadini».
Restano poi gli interventi sugli immobili ex Asl (ospedale vecchio, Maternità ed edificio di via Orfanotrofio) sui quali le Amministrazioni pubbliche devono dare indirizzi chiari: i costruttori sono disponibili ad ogni confronto, ma chiedono di fare in fretta.
Renato Romagnoli
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