Intorno al miliardo di persone i visitatori dall'estero in Piemonte nel 2013; di questi, il 51% provenienti dall'Europa, il 22% da Asia e Pacifico, mentre la Cina, mercato in crescita, già è in testa per spesa media del turista nella nostra regione. Dal 2004 l'incremento di visite è stato del 35%, con un +2,22% nell'ultimo anno. La vera sfida? Mantenere alta l'asticella dopo i picchi delle Olimpiadi di Torino del 2006 e delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia...
Intorno al miliardo di persone i visitatori dall'estero in Piemonte nel 2013; di questi, il 51% provenienti dall'Europa, il 22% da Asia e Pacifico, mentre la Cina, mercato in crescita, già è in testa per spesa media del turista nella nostra regione. Dal 2004 l'incremento di visite è stato del 35%, con un +2,22% nell'ultimo anno. La vera sfida? Mantenere alta l'asticella dopo i picchi delle Olimpiadi di Torino del 2006 e delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia nel 2011, in cerca di un consolidamento.
Questi i dati esposti da Maria Elena Rossi, direttore di Sviluppo Piemonte Turismo srl, aziende che si occupa di marketing e strategie di sviluppo nel settore a livello regionale, tra gli intervenuti mercoledì presso l'Uni-Astiss al convegno StandUp Piemonte. Inevitabilmente poche le indicazioni sugli indirizzi che darà l'appena insediato nuovo assessore regionale a cultura e turismo Antonella Parigi; allo stesso modo Paolo Bertolino, segretario generale di Unioncamere Piemonte, era in condizioni di fornire dettagli solo limitatamente alla componente organizzativa di Expo 2015: «Abbiamo firmato un accordo con Explora, società che si occuperà della promozione internazionale dell'Expo e opzionato alcune settimane per presentare i territori: a giugno i laghi, a settembre Langhe, Roero e Monferrato. Ma essendoci stati ritardi dal punto di vista organizzativo, è probabile ci saranno altre occasioni di partnership tra Expo e privati».
Erano due le anime, piuttosto evidenti, del convegno: da un lato la componente istituzionale, almeno all'apparenza meno "a fuoco" (vedasi il protrarsi fuori programma di alcuni interventi); dall'altra le start up, in grado di autopresentarsi con "speak up" (la lingua inglese, ormai, è d'obbligo) di 5 minuti esatti, rimanendo perfettamente nei tempi. Ma a non deludere dal punto di vista dei contenuti è stato Stefano Ceci, consigliere per il turismo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali: «Proveniamo da 20 anni di mancata strategia. Ricostruiamo un percorso di attribuzione delle funzioni allo Stato, per poi operare al di fuori dei limiti amministrativi, considerando piuttosto i territori. L'organizzazione non potrà ovviamente prescindere dall'ambito locale. Inoltre abbiamo un problema di risorse umane, difficili da reperire. Perché non pensare a una scuola superiore turistica?».
Significativa anche la presenza di giovani imprenditori esteri, per un confronto nell'ambito del progetto europeo Suites. Il convegno era organizzato da Ideazione, azienda albese impegnata in marketing del territorio, in collaborazione con l'Associazione Startup Turismo e l'incubatore d'impresa torinese iStarter.
Fulvio Gatti
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