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I saldi partono bene ma gli astigiani<br/>preferiscono spendere in vacanze

I saldi partono bene ma gli astigiani<br/>preferiscono spendere in vacanze

Dopo l'attesa dei tanto sospirati saldi estivi, a distanza di una decina di giorni dalla loro partenza, il primo bilancio può dirsi discretamente buono, anche se è mancato

Dopo l'attesa dei tanto sospirati saldi estivi, a distanza di una decina di giorni dalla loro partenza, il primo bilancio può dirsi discretamente buono, anche se è mancato l'"assalto" ai negozi, nonostante i forti sconti, pari al 30 -? 50%, fin dalle prime ore e nei diversi settori: dall'abbigliamneto e l'intimo alle calzature, gli articoli di pelletteria e profumeria. Aleggia poi un po' di incertezza sul loro divenire nelle prossime settimane. Lo confermano sia alcuni dei negozianti della città sia il presidente di Confesercenti Asti Mauro Ardissone. Sullo sfondo di un quadro generale, che, come sovente capita, si presenta un po' a macchia di leopardo, non mancano infatti le criticità.

"L'andamento ?- afferma Ardissone ?- è stato più o meno secondo previsione. In particolare, nei primi giorni, si è lavorato discretamente bene, con un buon afflusso di gente e di richieste, anche se il clima non ha aiutato. Ora, invece, si incomincia già a pensare che il boom degli acquisti scontati sia, se non finito, almeno calato. Insomma, i saldi non sono stati miracolosi né in ripresa, rispetto all'anno scorso, con cui questo primo bilancio all'incirca si allinea. Si è già contenti perciò se non si parla di calo. Considerato ?- aggiunge - che gli incassi attuali e dello scorso anno, relativi alla stagione dei saldi estivi, sono diminuiti del 40% rispetto al quinquennio precedente. Il motivo per cui i saldi estivi perdono parte del proprio appeal è dovuto al fatto che la gente preferisce spendere per le vacanze. A questo punto, la speranza è di recuperare un 4?5% circa di incassi nella seconda parte dell'anno, durante il periodo invernale, complice le festività natalizie e in considerazione del fatto che pare stia lentamente scemando il pessimismo, per fare spazio a un primo soffio di ottimismo. Recupero però su cui i saldi in corso incideranno poco."

A loro volta, alcuni commercianti del centro dichiarano "di aver sì registrato un aumento delle vendite, ma non eclatante, che si attesta mediamente intorno al 10%." A segnalare lo stesso andamento anche alcune attività all'interno del "Nuovo Borgo," in corso Casale. E se da un lato c'è, tra gli esercenti, chi lamenta "che ogni anno in realtà va sempre peggio," dall'altro qualcuno, un po' fuori dal coro, parla "di un incremento delle vendite, ad oggi, di circa il 15?20%." Non solo. La durata per oltre due mesi del periodo di saldi viene ritenuta "controproducente, perché diventa poi più difficile per il cliente abituarsi di nuovo ai prezzi non scontati." Giudizio negativo da parte di alcuni esercenti anche sulle promozioni precedenti la stagione dei saldi vera e propria, "in quanto ne compromettono in parte il buon andamento." Più in generale, sembra non abbiano prodotto l'esito sperato, dal punto di vista commerciale, gli 80 euro in più in busta, "che probabilmente sono andati a coprire soprattutto piccole pendenze pregresse, come le bollette."

Da parte della clientela, impegnata nella corsa all'affare per accaparrarsi al prezzo migliore gli articoli preferiti, non devono poi mancare attenzione e senso critico. Perché se il saldo è quasi sempre conveniente, talvolta può non esserlo quanto sembra. Rispetto, ad esempio, all'eventuale tentazione di aumentare i prezzi poco prima dei saldi, per poi applicare uno sconto maggiore e attirare così più facilmente gli acquirenti, stratagemma peraltro riscontrato in alcune occasioni da qualche cliente, Ardissone dichiara: "Purtroppo anche in questa categoria ci possono essere commercianti poco corretti, che a causa della crisi e della necessità di fare cassa adottano certi sistemi. Un atteggiamento però che non porta soluzioni e che continua a impoverire. La scelta sta al cliente, che ritengo abbia tutte le capacità per valutare il rapporto qualità prezzo."

Manuela Zoccola
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