Si è discusso della grave crisi economica che attanaglia lAstigiano, delle caratteristiche personali che devono avere i lavoratori per avere più probabilità di occupazione e della situazione
Si è discusso della grave crisi economica che attanaglia lAstigiano, delle caratteristiche personali che devono avere i lavoratori per avere più probabilità di occupazione e della situazione dellItalia alla luce delle politiche dellUnione europea all
assemblea di Federmanager (Associazione dei dirigenti di aziende industriali, quadri e alte professionalità). Svoltasi sabato nel castello di Oviglio, ha visto le sezioni provinciali di Asti e Alessandria confrontarsi insieme in vista della costruzione di un percorso che le vedrà
unire sforzi e risorse per organizzare servizi in comune. Ad intervenire alla riunione Pietro Masoero, da nove anni presidente della sezione provinciale dellassociazione, che conta 250 soci.
«Eravamo 300 solo sette anni fa - ricorda - ma, principalmente a causa della crisi, abbiamo perso numerosi soci a causa delle difficoltà economiche delle aziende, dato che i dirigenti, essendo considerati un costo più che un investimento, sono i primi capri espiatori in un periodo di difficile congiuntura economica: abbiamo infatti assistito a
licenziamenti da unora allaltra o demansionamenti, a causa dei quali vari dirigenti si sono trovati in poco tempo dequalificati nella figura di quadri». Masoero ha quindi ricordato che la situazione non è certamente agevolata dal tessuto imprenditoriale astigiano, composto principalmente da piccole aziende, molte delle quali in difficoltà, «anche perché le Amministrazioni non hanno
mai elaborato un piano di sviluppo del territorio al di là dellorizzonte temporale del mandato elettorale, peraltro focalizzando il dibattito solo sullo sviluppo agricolo e turistico della provincia senza parlare mai di sviluppo industriale».
Dopo aver descritto con cura la situazione economica dellAstigiano, il presidente ha poi parlato del capitolo formazione. «Riprendere il cammino della crescita - afferma - implica anche toccare il capitolo formazione. Una riflessione, quindi, va fatta in riferimento ad una indagine del 2012, lultima in questo ambito, volta a conoscere le necessità delle aziende in Piemonte». Lindagine afferma che
il titolo di studio più richiesto per tutti i settori economici è il diploma tecnico, con un picco del 78,2% nelle industrie elettriche ed elettroniche (laddove limportazione segna un incremento significativo), seguito dalle imprese meccaniche con il 72,4%. Quindi
la laurea specialistica (quinquennio) che, per il 30,1% è richiesta dalle imprese chimiche, petrolifere e materie plastiche, mentre la licenza di scuola media o attestato professionale serve per il 54,1% alle imprese del settore del legno e del mobile.
Per le competenze richieste nei
ruoli strategici dellimpresa, poi, una classifica generale mediata tra le classi dimensionali e per settore economico di attività, vede, alle prime posizioni: capacità di risolvere i problemi; capacità di apprendimento; capacità di lavorare in autonomia; abilità nel gestire il rapporto con i clienti e i fornitori; flessibilità e capacità di adattamento. «Per le imprese del territorio astigiano - prosegue - la classifica 2012 è in linea con i dati regionali, ma con una
maggiore richiesta di flessibilità e capacità di adattamento e di lavoro in autonomia, quindi privilegiando maggiormente le qualità multitasking.
Questa classifica - ha continuato - rispecchia quanto dice il docente universitario Gianfranco Rebora, secondo cui la caduta del Pil in questi anni non si è tradotta soltanto in disoccupazione ma ha anche significato
un indebolimento qualitativo della domanda di lavoro... La stessa accresciuta pressione dei giovani sul mercato si sta traducendo in una crescente disponibilità ad accettare lavori meno qualificati, con una crescita del
fenomeno dellovereducation e, sovente, anche di condizioni sfavorevoli, con aumento del sottoinquadramento. Una condizione che abbiamo vissuto e viviamo anche noi di Federmanager». Al termine dellassemblea sono stati premiati due soci astigiani iscritti da almeno 35 anni allassociazione: Alberto Baldi e Attilio Stecca.
Elisa Ferrando