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Presidio dei sindacati a Montecitorio<br/>«La cassa in deroga non va dimenticata»

Presidio dei sindacati a Montecitorio<br/>«La cassa in deroga non va dimenticata»

Saranno presenti anche i sindacalisti astigiani di Cgil, Cisl e Uil oggi (martedì) a Roma. Ragione della trasferta, il presidio davanti a Montecitorio ("in replica" giovedì 24 con le

Saranno presenti anche i sindacalisti astigiani di Cgil, Cisl e Uil oggi (martedì) a Roma. Ragione della trasferta, il presidio davanti a Montecitorio ("in replica" giovedì 24 con le delegazioni provenienti dal Sud Italia e dalle isole) per chiedere al Governo il rifinanziamento della cassa in deroga. I sindacati, infatti, sono preoccupati che il Governo non finanzi più questo ammortizzatore sociale, utilizzato dalle aziende che, colpite dalla crisi economica, non hanno diritto ad aiuti di tipo diverso o hanno terminato le altre forme di ammortizzatore sociale.

La situazione non è rosea. Lo scorso 30 giugno la Regione Piemonte, l'Inps e le parti sociali hanno sottoscritto la proroga degli ammortizzatori in deroga fino al 31 agosto con le stesse regole precedenti. E a livello nazionale i Ministeri del Lavoro e delle Politiche sociali hanno stanziato 400 milioni di euro destinati al pagamento integrale dei trattamenti per il 2013 e per le prime quote 2014. Ma secondo i sindacati non è assolutamente sufficiente. «La firma dell'atteso decreto - sottolineano Alessio Ferraris e Sergio Didier, segretari Cisl Alessandria/Asti - è una buona notizia nonostante il grave ritardo, ma non basta perché vanno sbloccate immediatamente le altre risorse disponibili per poter coprire le prime mensilità del 2014 ed assicurare i sussidi per coprire l'intero anno».

ARTIGIANATO: IL METALMECCANICO SETTORE PIU' COLPITO
Molto preoccupato in vista della scadenza dell'ammortizzatore sociale Silvano Uppo, segretario provinciale Uilm Uil. «Nel caso in cui non fosse finanziata - commenta Uppo - sarebbe un vero dramma per tutte quelle aziende che stanno attraversando momenti di crisi e non hanno alcuna forma di aiuto, dato che per loro non esistono ammortizzatori sociali a disposizione, come per quelle nell'ambito dell'artigianato e del commercio».
Per quanto riguarda il primo, in base all'indagine effettuata dalla Uilm astigiana le ditte artigiane che hanno richiesto la cassa in deroga da gennaio a metà luglio di quest'anno sono state 112, per un totale di 428 dipendenti interessati. Tra queste, 36 hanno effettuato la domanda per un solo periodo, 35 per due periodi, mentre la maggioranza (41) hanno presentato tre richieste, dato che stanno attraversando una crisi persistente.
Per quanto riguarda i settori di appartenenza, la grande maggioranza appartiene al metalmeccanico (60), seguita a lunga distanza da quelle del legno e dell'arredamento (11), dell'ambito grafico (9), e poi da tutte le altre: tessile (7), lavorazione marmi (6), chimici, gomma plastica (4), alimentare (4), abbigliamento (3), acconciatura (3), trasporti (3), altro (3). Analizzando la situazione dal punto di vista dei dipendenti impiegati i "numeri" cambiano parzialmente, dato che questo ammortizzatore sociale ha coinvolto maggiormente gli addetti del settore metalmeccanico (196 addetti), tessile (66 addetti), legno e arredamenti (47). Infine, effettuando un ulteriore riparto delle ditte per dimensione, emerge come «ad essere interessate da questa forma di aiuto - continua Uppo - siano in particolare le micro o le piccole ditte, dato che la maggioranza (38) delle aziende ha un solo dipendente. In questo caso non fornire l'aiuto della cassa in deroga significa licenziare il dipendente o addirittura chiudere, se quest'ultima soluzione non è praticabile perché magari, per motivi di sicurezza della lavorazione, è richiesta la presenza di un addetto in più rispetto al titolare».
Come detto, la cassa in deroga riguarda anche le medie e grandi aziende che hanno terminato gli altri ammortizzatori sociali. «Nell'Astigiano - continua Uppo - possiamo citare alcuni casi del settore metalmeccanico, come Askoll, Gate e Way Assauto. Nel primo caso, ad esempio, è attualmente utilizzata per i circa 150 dipendenti dello stabilimento di Castell'Alfero fino al 31 agosto, mentre alla Gate potrebbe rappresentare una soluzione dopo la scadenza, sempre il 31 agosto, dei contratti di solidarietà attualmente applicati».

CGIL: «OLTRE MILLE I LAVORATORI INTERESSATI»
Convinto della necessità di fornire risorse alla cassa in deroga anche Giovanni Prezioso, segretario provinciale Cgil. «Dallo scorso gennaio al 15 giugno sono circa 1.100 i lavoratori astigiani di ditte di qualsiasi settore, conteggiati a livello nominativo (ovvero senza considerare il numero dei periodi di "cassa" che hanno svolto), interessati da questo ammortizzatore sociale. Il problema è che, per le ore autorizzate fino a marzo in Piemonte, c'erano fondi a disposizione, ma ora non c'è alcuna certezza a questo riguardo. Il rifinanziamento quindi è essenziale per coprire le esigenze fino alla fine dell'anno. Dopodiché è necessario, come ripetiamo da tempo, attuare due misure: far ripartire il mercato del lavoro, perché fino a quando continuerà l'attuale tasso di disoccupazione si possono attuare riforme di vatio tipo, che però saranno tutte inefficaci; e rivedere "in toto" l'organizzazione degli ammortizzatori sociali».

Elisa Ferrando
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