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Edilizia, i sindacati chiedono un tavolo

Edilizia, i sindacati chiedono un tavolo

Un tavolo intersindacale provinciale che si occupi di contrattazione provinciale e di riorganizzazione degli Enti bilaterali. E' la proposta avanzata nei giorni scorsi dalle categorie sindacali

Un tavolo intersindacale provinciale che si occupi di contrattazione provinciale e di riorganizzazione degli Enti bilaterali. E' la proposta avanzata nei giorni scorsi dalle categorie sindacali del settore (Feneal Uil, Filca Cisl e Fillega Cgil) alle associazioni datoriali (Unione industriale, Confartigianato, CNA), alla luce dei recenti rinnovi contrattuali nazionali. Come spiegano i sindacalisti Calogero Palumbo (Uil), Luigi Tona (Cisl) e Filippo Rubulotta (Cgil), «nei giorni scorsi abbiamo avuto singoli confronti con le associazioni di categoria, per cui ora vogliamo sollecitarli ad un confronto congiunto attraverso la convocazione di un tavolo per affrontare le problematiche emerse nelle varie riunioni. Infatti riteniamo che solo insieme e in modo costruttivo si possano trovare misure e strumenti idonei per cercare di contrastare la crisi che sta dilaniando il settore dell'edilizia». Il dibattito sul tema è "caldo" da mesi, a livello provinciale e nazionale.

A livello provinciale, nei giorni scorsi i sindacati sono intervenuti pubblicamente per denunciare la mancata attivazione dell'Osservatorio provinciale sulla prevenzione del lavoro nero e la sicurezza del lavoro in edilizia; e la non approvazione della contratto di lavoro di secondo livello, che la contrattazione nazionale demanda a livello provinciale. A livello nazionale, invece, è recente la presa di posizione dell'Aniem, l'Associazione nazionale imprese edili e manifatturiere, non ancora presente ad Asti e appartenente a Confimi Impresa, di cui fa parte l'associazione di categoria Api Asti, che comprende circa 200 piccole e medie aziende astigiane.

Il presidente di Aniem, Dini Piacentini, è intervenuto pubblicamente per proporre un referendum tra i lavoratori edili all'insegna dello slogan: più soldi e meno bilateralità. «Noi sosteniamo - ha affermato - che creare un sistema unitario della bilateralità in edilizia significa superare le centinaia di consigli di amministrazione ed altri organismi paritetici, destinando le 4mila persone impiegate ad altre funzioni. Insomma, fare un po' di risparmio da indirizzare direttamente ai lavoratori. Perché non facciamo un bel referendum tra i lavoratori edili? A parità di prestazioni garantite, potremmo chiedere se vogliono che queste siano erogate direttamente dalle imprese, con un aumento di 100 euro al mese, o lasciare le cose come stanno, con le centinaia di casse edili, scuole edili e comitati in ogni provincia per i quali occorre sopportare costi che ne consentano la sopravvivenza».
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