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Fisco e pensioni: «Venite a dirci<br/>le vostre proposte»

Fisco e pensioni: «Venite a dirci<br/>le vostre proposte»

Previdenza e fisco. Questi i due argomenti che saranno affrontati nell'ambito di quattro assemblee pubbliche rivolte ai pensionati, promosse a livello unitario da Spi Cgil, Fnp Cisl e

Previdenza e fisco. Questi i due argomenti che saranno affrontati nell'ambito di quattro assemblee pubbliche rivolte ai pensionati, promosse a livello unitario da Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilpensionati. I primi appuntamenti in programma sono martedì 16 settembre a Nizza Monferrato (alle 21 al Foro Boario); mercoledì 17 settembre a Villanova (alle 16 nella chiesa dei Batù) e a San Damiano (alle 14.30 al centro anziani); giovedì 18 settembre ad Asti (alle 15 all'Università, in piazzale de André), cui si aggiungeranno in futuro ulteriori incontri a Moncalvo e Cerro Tanaro (tutti ad ingresso libero).

«Cgil, Cisl e Uil - spiega Mario Amerio, segretario provinciale Spi Cgil - hanno deciso a livello nazionale, prima delle ferie estive, di presentare al Governo una piattaforma rivendicativa su due materie sempre più cruciali per il futuro del Paese e per la coesione sociale: previdenza e fisco. Entro settembre, quindi, in tutta Italia si terrà la consultazione di lavoratori e pensionati su questa piattaforma, seguita da un'assemblea nazionale unitaria, dopodiché il documento sarà presentato al Governo Renzi. L'obiettivo, infatti, è aprire una vertenza con il Governo per correggere profondamente le grandi iniquità presenti nel sistema pensionistico e fiscale».

A commentare l'iniziativa Giovanni Prezioso, segretario provinciale della Camera del lavoro. «La prima questione - sottolinea - riguarda il sistema pensionistico attuale. Con un'età di ingresso così avanzata (67 anni e 43 anni di contributi) si mettono in difficoltà lavoratori e aziende e si rende difficoltoso l'inserimento dei giovani, aumentando così la disoccupazione. E ancora, esiste un problema di rivalutazione delle pensioni attuali, che negli ultimi 7 - 8 anni hanno ridotto il loro potere d'acquisto del 10%, e di valore di quelle future. Mi riferisco ai giovani di oggi, che, soprattutto se hanno dovuto accettare lavori precari nei primi anni della loro carriera, si troveranno ad avere in futuro assegni mensili al limite della sopravvivenza».

«Il discorso - continua - si collega direttamente alla seconda delle questioni oggetto della vertenza: ovvero, il fisco. E' ormai diventato intollerabile che lo Stato tartassi coloro che subiscono il prelievo alla fonte, sullo stipendio o sulla pensione, e al contempo non fermi l'evasione e l'elusione, divenute clamorose nel nostro Paese (pari a 180 miliardi di euro l'anno), e non colpisca le grandi ricchezze con la patrimoniale». Tra le proposte avanzate dai sindacati a questo riguardo, rendere strutturale il bonus di 80 euro per parte dei lavoratori dipendenti introdotto dal Governo Renzi ed estenderlo a pensionati e incapienti; sostenere fiscalmente le famiglie; lottare in modo serrato contro l'evasione fiscale.

Elisa Ferrando
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