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Miele, annata scarsa: prodotto in calo del 50%

Miele, annata scarsa: prodotto in calo del 50%

Ritorna a breve il Concorso Regionale Ferrere Miele, con la novità aggiunta della fiera, in programma il 19 ottobre proprio a Ferrere. Che dire dell'annata dal punto di vista produttivo ed

Ritorna a breve il Concorso Regionale Ferrere Miele, con la novità aggiunta della fiera, in programma il 19 ottobre proprio a Ferrere. Che dire dell'annata dal punto di vista produttivo ed economico? I commenti di alcuni apicoltori, uno di Ferrere e l'altro del Tortonese, non sono positivi e lamentano scarsa produzione (negli ultimi 20 anni si parla dell'annata più fredda e piovosa), con forti cali dovuti a freddo intenso e piogge battenti.

I dati (forniti da un apicoltore e membro del Consiglio Aspromiele) parlano chiaro: produzione miele d'acacia crollata, da minimi storici, 5kg ad alveare rispetto alla media normale di 20-25 kg per le province di Torino, Asti e Cuneo, si salva l'Alessandrino con una media di 20 kg (ad alveare). La qualità castagno si aggira sui 10 kg in media per il territorio piemontese, con l'aggravarsi della presenza dell'insetto cinipide galligeno. La melata è stata, in media, buona sui 20-25 kg ad alveare, durissimo il prospetto del millefiori di alta montagna, dovuto alle basse temperature (neve in quota). Emerge come l'apicoltura, seppur sia un mestiere in fase di "ritorno" sia diventato durissimo con una variabilità ambientale marcata e in forte aumento.

La dott.ssa Ulderica Grassone, tecnico Aspromiele per la Provincia di Asti, fornisce una panoramica della produzione degli ultimi anni, in calata: "E' la terza annata così negativa e continuativa dal 2012, al 2013, dove si pensava di aver già "raschiato il fondo" fino al 2014, che è stato peggio che mai. La pioggia ha danneggiato più del freddo, perché non ha permesso alle api di girare e quindi di raccogliere, tanto più che ha inciso nei periodi "clou", quello primaverile per l'acacia a maggio e della fioritura di castagno e tiglio in giugno, senza contare le zone montuose dove - spiega la Grassone - si è dovuto nutrire le api, ormai piccole e sofferenti, anziché raccogliere miele!"

E se in agosto c'è stato un po' di sole non è comunque bastato per favorire una buona raccolta, che ha determinato percentuali diverse a "macchia di leopardo" nel territorio: "Si può comunque dire che la produzione media sia stata meno della metà di un'annata ordinaria; ne hanno risentito sia la qualità sia la quantità: con poco raccolto si verificano fenomeni di contaminazione (sana) da altre fioriture che non incidono assolutamente sulla qualità percepita dal consumatore, ma sulle qualità organolettiche, sui parametri da concorso, infatti quest'anno i campioni in gara saranno minori degli anni scorsi." A livello economico si nota un rincaro notevole sia all'ingrosso sia al consumo diretto. La Grassone prosegue: "Le scorte sono in esaurimento anche dai grossisti, per fare un esempio: se 1 kg di miele d'acacia costava all'ingrosso 6 euro, ora costa oltre 8 euro che al dettaglio diventa 12 euro (dove in realtà la differenza di 4 euro copre appena i costi vivi).

Roberta Arias
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