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22 Marzo 2015 08:00:00
La Cgil chiede maggiori garanzie e tutele per i lavoratori impegnati negli appalti e allo stesso tempo contrasto alle pratiche di concorrenza sleale tre le imprese e lo fa con una raccolta firme finalizzata a una proposta di legge di iniziativa popolare. «Gli appalti pubblici rappresentano il 15% del Pil nazionale, ma la loro cattiva gestione, caratterizzata da una diffusa illegalità, alimenta il fenomeno della corruzione che...
La Cgil chiede maggiori garanzie e tutele per i lavoratori impegnati negli appalti e allo stesso tempo contrasto alle pratiche di concorrenza sleale tre le imprese e lo fa con una raccolta firme finalizzata a una proposta di legge di iniziativa popolare. «Gli appalti pubblici rappresentano il 15% del Pil nazionale, ma la loro cattiva gestione, caratterizzata da una diffusa illegalità, alimenta il fenomeno della corruzione che, come conseguenza diretta ha, da un lato, la diminuzione degli investimenti esteri del 16%, e dall'altro, un aumento del 20% del costo complessivo degli appalti stessi -? denuncia Giovanni Prezioso, segretario generale Cgil Asti -? A pagare lo scotto di sprechi e inefficienza sono ancora una volta i lavoratori, centinaia nel solo astigiano, e come diretta conseguenza i cittadini. Non dimentichiamoci infatti che l'intera gestione della cosa pubblica e dei servizi, dal comparto socio-assistenziale, alla sanità, alle mense scolastiche, avviene tramite appalti. È chiaro che ci devono essere delle regole che tutelino il lavoratore e assicurino, al contempo, la continuità assistenziale e l'erogazione di un servizio professionale alla cittadinanza».Edicola Digitale
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