07 Ottobre 2015 09:00:00
Primi timidi segnali di ripresa per il comparto edile piemontese, che, se limitati ai confini della provincia di Asti, diventano timidissimi. E' la fotografia che emerge dal Rapporto congiunturale sull'industria delle costruzioni in Piemonte diffuso nei giorni scorsi, redatto a settembre dalla Direzione affari economici e centro studi dell'Ance, l'Associazione nazionale costruttori edili. «Finalmente - commenta il presidente dell'Ance Piemonte, Giuseppe Provvisiero...
Primi timidi segnali di ripresa per il comparto edile piemontese, che, se limitati ai confini della provincia di Asti, diventano timidissimi. E' la fotografia che emerge dal Rapporto congiunturale sull'industria delle costruzioni in Piemonte diffuso nei giorni scorsi, redatto a settembre dalla Direzione affari economici e centro studi dell'Ance, l'Associazione nazionale costruttori edili. «Finalmente - commenta il presidente dell'Ance Piemonte, Giuseppe Provvisiero - anche nel nostro settore rileviamo, rispetto al 2014, timidi segnali positivi che riguardano il mercato immobiliare residenziale, i mutui erogati alle famiglie per l'acquisto della casa e l'aumento di bandi di gara per i lavori pubblici. Infatti il 2014 si è chiuso ancora con un calo dei livelli produttivi, ma per la prima volta dopo anni di congiuntura negativa le aspettative per il 2015 indicano un allentamento della crisi». Certo, i problemi rimangono. «Qualcosa si sta muovendo - aggiunge Filippo Monge, presidente del centro studi dell'Ance - ma si rilevano ancora difficoltà. Il comparto stradale è ancora fermo mentre l'edilizia civile ha registrato una lieve inversione di tendenza grazie ai bandi di edilizia scolastica che, però, spesso sono bloccati a causa delle mancate indicazioni sulla disponibilità delle risorse da parte del Ministero agli Enti locali. A tutto ciò - conclude - si aggiungono il problema dei ritardati pagamenti, i provvedimenti in tema infrastrutturale non sufficienti, come il Decreto Sblocca Italia che mette a disposizione il 75% delle risorse solo a partire dal 2017, e le scelte di bilancio della Pubblica Amministrazione, che continuano a favorire la spesa corrente a scapito di quella in conto capitale».Edicola Digitale
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