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Iniziativa

Asti aderisce al Passaporto culturale: ingresso gratis in 52 musei per i bimbi fino ad un anno di età e i loro genitori

Promosso dalla Fondazione Medicina a misura di donna, e collegato all’Abbonamento Musei, si inserisce nell’ambito dell’azione di sistema “Cultura per crescere”

Asti aderisce al Passaporto culturale: ingresso gratis in 52 musei per bimbi fino ad un anno di età e i loro genitori

Da sinistra Giovanni Gorgoni (Asl di Asti), Alessia Conti (Biblioteca Astense) e Francesco Antonio Lepore (Fondazione Asti Musei)

Anche ad Asti arriva il Passaporto culturale. Grazie a questa iniziativa le famiglie con bambini nel primo anno di vita posso usufruire di un ingresso gratuito nei 52 musei piemontesi aderenti al progetto.
Promossa dalla Fondazione Medicina a misura di donna, e collegato all’Abbonamento Musei, l’iniziativa si inserisce nell’ambito dell’azione di sistema “Cultura per crescere”, dedicata alla prima infanzia e alla genitorialità, favorita da Fondazione Compagnia di San Paolo con l’accompagnamento del Cultural Welfare Center.
Con l’adesione di Asl di Asti, ospedali e consultori, Biblioteca Astense e Fondazione Asti Musei, anche la nostra città entra quindi in questa rete, rafforzando la collaborazione tra istituzioni sanitarie, culturali ed educative.

Come funziona

Il Passaporto culturale consente come accennato l’accesso gratuito al bambino, fino al compimento del primo anno di vita, e ai suoi famigliari (fino ad un massimo di due accompagnatori adulti), in 52 musei del Piemonte certificati come “adatti a famiglie e bambini”, tra cui Palazzo Mazzetti, valido tutti i giorni di apertura. Nel 2025 l’iniziativa ha registrato circa 35mila ingressi.

Il Passaporto culturale viene consegnato ai neo genitori in ospedale e in consultorio. Può comunque essere richiesto autonomamente sul sito www.naticonlacultura.it.

Il commento di Giovanni Gorgoni

«Il Passaporto culturale - commenta Giovanni Gorgoni, direttore generale dell’Asl astigiana - rende concreto il valore della prescrizione sociale: la salute non si costruisce soltanto nei luoghi di cura, ma anche attraverso le relazioni, la partecipazione e l’accesso alle opportunità culturali del territorio. Mettere in rete ospedale, consultori, biblioteca e musei - continua - significa accompagnare le famiglie fin dai primi mille giorni e offrire loro risorse che possono sostenere il benessere, contrastare l’isolamento e ridurre le disuguaglianze. Come Asl vogliamo promuovere una visione della prevenzione capace di integrare gli interventi sanitari con le risorse della comunità».

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