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Cultura
12 Agosto 2026 17:08:00
È stato selezionato l’ottavo e ultimo libro finalista del Premio Asti d’Appello 2026. A completare gli scritti è “Tanto domani muori” di Antiniska Pozzi, pubblicato da HarperCollins nel 2026 e proveniente dalla graduatoria del Premio Alassio.
Il romanzo porta il lettore nella periferia nord di Milano, dove su un muro poco lontano dalla ferrovia campeggia una scritta destinata a diventare quasi una profezia: “Casa auto lavoro / tanto domani muori”. È qui che vive Anna, una bambina di sei anni con “un rumore” nella testa, mentre nella stanza accanto il padre dorme e la madre rimane sveglia, prigioniera dei propri fantasmi.
Al terzo piano di un edificio in klinker marrone, Anna osserva il lento consumarsi dei suoi genitori. Il padre, Nino, è un operaio che da ragazzo sognava di diventare calciatore e che ora cerca la felicità nelle piccole cose della quotidianità. La madre, Adriana, è nata in Toscana, vicino al mare, non lavora ed è segnata da una malinconia senza nome e dalla paura costante che possa accadere una disgrazia.
Una paura che ha radici lontane e che, nell'infanzia di Adriana, prende le sembianze della Canuta, una sorta di spettro che ritorna negli incubi e nei racconti della famiglia, annunciando una possibile tragedia.
Accanto ai genitori, Anna cresce. La bambina introversa e accondiscendente lascia progressivamente spazio a un’adolescente piena di domande, desiderosa di trovare una propria voce e di non essere soltanto l’eco del mondo da cui proviene. Intorno a lei, intanto, cambiano anche l’Italia e la società: sono gli anni Settanta, anni di profonde trasformazioni che finiranno per aprire crepe anche nella sua vita.
Finché ciò che Adriana ha sempre temuto si avvera e la tragedia, a lungo annunciata e attesa, diventa realtà.
Con “Tanto domani muori”, Antiniska Pozzi ci restituisce così una storia familiare e di formazione che attraversa l’infanzia e l’adolescenza della protagonista, intrecciando la dimensione privata con i cambiamenti di un Paese in trasformazione.

Nata a Milano nel 1978, Pozzi dopo la maturità classica ha lavorato per diversi anni come traduttrice di incunaboli dal latino, prima di laurearsi in Lettere nel 2003. Redattrice e giornalista per diverse testate, dal 2008 cura il notiziario dell’associazione culturale ChiamaMilano. Ha pubblicato il romanzo Dove vanno le iguane quando piove (Cabila, 2009) e il monologo teatrale L’insalata di pomodori, inserito in Per voce sola (Nerosubianco, 2008). La sua prima raccolta poetica, Amavo (una volta) un comunista (Lietocolle), ha vinto la prima edizione del Premio Beppe Salvia.
L’ingresso di Tanto domani muori completa dunque l'elenco degli otto titoli in gara per il Premio Asti d’Appello 2026. Le copie del romanzo saranno prossimamente disponibili per i soci del Premio presso la Biblioteca Astense, in modo da permettere la lettura del volume in vista delle prossime fasi della competizione.
Per ulteriori informazioni sul Premio Asti d’Appello è possibile consultare il sito ufficiale.
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