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Spettacolo
30 Luglio 2026 12:46:56
Una fase dello spettacolo in piazza Alfieri (Foto Antonio Muraca)
Nel dicembre del 1976, a Santiago del Cile, l’Italia conquistò la sua prima Coppa Davis. La selezione azzurra alzò il prestigioso trofeo grazie ad Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci e Antonio Zugarelli. E pensare che, fino a poco tempo prima, la partecipazione era in forte dubbio: il Paese andino viveva da tre anni sotto una delle più famigerate dittature sudamericane del Novecento, instaurata l’11 settembre 1973 con il colpo di Stato che rovesciò il presidente democraticamente eletto Salvador Allende. In Italia si accesero lunghi dibattiti, anche televisivi, e la questione approdò in Parlamento.

La decisione finale venne affidata alla Federtennis, che scelse di prendere parte alla sfida. Fu in quell’occasione che fece la sua comparsa una maglia rossa, indossata dai giocatori durante l’incontro: un segnale di solidarietà con le proteste cilene contro il regime, gesto insieme di pace, dissenso e libertà. «Se nessuno capì quel gesto fu grave, se capirono e fecero finta lo fu ancora di più», dichiarò Panatta. La stampa e la televisione italiane dedicarono a quella finale un’attenzione minima, quando non nulla. Nel 2023 l’Italia è tornata al successo, questa volta a Malaga, con altri interpreti e una manifestazione nel frattempo evoluta.

Lungo 90' di show, la musica unplugged ha accompagnato una storia che meritava di esere ripercorsa.
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