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25 Luglio 2026 08:38:39
Pubblico ad un precedente incontro organizzato a Villa Quaglina (foto tratta dalla pagina Facebook della struttura)
Si intitola "Sconfinamenti" il nuovo mini festival, dedicato al teatro e alla musica, che prenderà vita in una cornice speciale: Villa Quaglina, in zona Torrazzo, che dal 2014 funziona come centro di accoglienza rifugiati gestito dal Piam (Progetto integrazione accoglienza migranti) nell’ambito del Sai (Sistema di accoglienza e integrazione), basato sulla convenzione tra Comune di Asti e Ministero dell'Interno.
«L’obiettivo - spiega Alberto Mossino, presidente Piam onlus - è aprire la nostra struttura all’esterno, proponendola come polo culturale aperto alla cittadinanza. Un risultato che vogliamo raggiungere continuando a rendere disponibile la struttura alle associazioni interessate e proponendo, da quest’anno, un festival. Grazie alla Fondazione CRT, abbiamo ottenuto le risorse per mettere a punto un cartellone “aperto”, che si dipanerà tra agosto e settembre, per un totale di quattro eventi già organizzati, che potrebbero ancora salire a cinque. Il tutto coinvolgendo i circa 40 rifugiati, di varie età e nazionalità, che sono attualmente accolti a Villa Quaglina. Ad esempio, abbiamo proposto loro i laboratori artistici tenuti da Letizia Veiluva di Eo Arte per ideare e realizzare il logo e la grafica del festival, oltre che per curarne la comunicazione».
Il cartellone, definito anche grazie al contributo dell’Associazione Alzheimer (che usufruisce della struttura da alcuni anni), comprende spettacoli teatrali, concerti e performance dal vivo, valorizzando artisti capaci di muoversi tra tradizione e contemporaneità.
Ecco i primi appuntamenti. Domenica 2 agosto, alle 18, l'incontro con Antonello Mangano. Giornalista e autore impegnato da anni nello studio delle condizioni dei lavoratori agricoli migranti, presenterà una ricerca dedicata al fenomeno dei braccianti nella Piana di Sibari.
A seguire andrà in scena “Di come precipita il doppio di un migrante ovvero l'Anciuvé suta process”, monologo di Marco Gobetti nato dal confronto diretto con il pubblico attraverso il progetto di teatro partecipato “Strad-rama”. Lo spettacolo intreccia italiano e piemontese per affrontare i temi della migrazione e del bracciantato, assumendo come filo conduttore la figura dell'anciuvé, l'antico venditore ambulante di acciughe, simbolo dell'emigrazione storica che dialoga con le migrazioni contemporanee.
«A seguire, nel mese di settembre (le date non sono ancora state fissate) - continua Mossino - avrà luogo una performance musicale rivolta in particolare ai malati di Alzheimer, in quanto basata sulla stimolazione sensoriale e cognitiva, e un concerto che vedrà esibirsi giovani cantanti torinesi e astigiani».
Durante le giornate del festival Villa Quaglina ospiterà un punto bar e ristoro.
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