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10 Luglio 2026 16:31:00
Andrea Cerrato sul palco del Fuori Festival
«Quando nel 2024, dopo la tappa a Milano del mio “Serata magica live tour”, un amico disse che gli era sembrato un concerto vero, ho capito che la carriera, sicuramente già professionale, cominciava ad assumere un sapore da professionista».
Sono le parole del cantautore e content creator astigiano Andrea Cerrato che ieri sera (giovedì) è stato ospite del Fuori Festival, il cartellone di eventi in programma fino a sabato 18 luglio a Diavolo Rosso di piazza San Martino. Organizzato dalla piattaforma ed etichetta musicale Heartist in collaborazione con il locale, ha l’obiettivo di ampliare l’esperienza del festival AstiMusica, offrendo uno spazio da vivere prima dell’inizio dei concerti in piazza Alfieri.
Intervistato dalla giornalista de "La nuova provincia" Elisa Ferrando, Cerrato si è raccontato con simpatia e sincerità di fronte ad un pubblico di fan, tra cui alcuni bambini e ragazzini che hanno chiesto una fotografia insieme a lui prima dell’inizio dell’incontro.
Diversi gli spunti e gli argomenti toccati dalla conversazione sul palco, che ha dedicato innanzitutto spazio agli ultimi anni della sua carriera, dal 2024 in avanti: momenti "puntellati" da titoli che rimandano tutti ad una stessa parola: l’aggettivo «vero». "Vero" come il titolo dell’ultimo album, uscito all’inizio di quest’anno, e come l’aggettivo inserito nei titoli dei tour del 2025: "Sembra un concerto vero" e "Sembra un tour vero".
«Quando nel 2024, dopo la tappa a Milano del mio “Serata magica live tour”, un amico disse che gli era sembrato un concerto vero, ho capito che la mia carriera, sicuramente già professionale, cominciava ad assumere un sapore da professionista. Ho quindi deciso di riproporre quell’aggettivo, che ho accolto come un modo affettuoso per indicare un salto di qualità, nei due tour del 2025. Un aggettivo che, peraltro, rivela anche la mia attitudine nel condividere la musica attraverso i social. Fermo restando che su internet mostriamo solo una parte di noi, penso sia possibile comunque comunicare trasmettendo autenticità. E questo è uno dei valori con cui cerco di portare avanti il progetto musicale».
Parole che lo hanno spinto a parlare di un lato della sua personalità. «Scrivo canzoni per dire cose che non riesco a dire altrimenti, in quanto ho sempre avuto grandi problemi a manifestare le emozioni e gli affetti. La musica per me è stato un modo per riuscire a comunicarli, ed è stato anche un viaggio verso l’autenticità, prima di tutto nei confronti di me stesso».

Andrea Cerrato con la giornalista Elisa Ferrando sul palco del Diavolo Rosso
La conversazione è quindi proseguita con una curiosità, ovvero il fatto che i suoi album sono stati intitolati finora sempre con un solo termine di quattro lettere. «Quando è uscito il primo album, che si chiama "Oggi" - ha raccontato - mi piaceva che il titolo fosse una parola sola di quattro lettere, anche se non ho alcun legame particolare con questo numero. Allora il secondo l'ho chiamato "Vita" e il terzo "Casa". Dopodiché mi sono detto: “Proviamo a continuare così, visto che ha portato fortuna, tenendo questa abitudine come un gioco scaramantico”.
Cerrato ha quindi ricordato come i suoi album siano in realtà una sorta di greatest hits. «Per me - ha affermato - far uscire un brano vuol dire che merita di avere una sua vita. L’album, poi, raccoglie tutti i singoli che sono usciti precedentemente, proponendo quindi racconti di un viaggio fatto in precedenza. Di conseguenza ogni viaggio, e quindi ogni album, ha la sua peculiarità e il suo colore: racconta un momento particolare della mia vita».
Da qui il riferimento all’obiettivo che si è posto nel 2024, peraltro subito raggiunto, quello di scrivere un singolo al mese. «È stato un progetto che mi ha lanciato da un punto di vista motivazionale», ha confidato. «L'attitudine con cui faccio uscire un pezzo al mese è quella di trattare la canzone come un figlio unico, nel senso che ogni pezzo racconta una storia, ha il suo tempo, una sua vita e la sua importanza. Poi ci sono canzoni che preferisco, altre che probabilmente col tempo scemano. Di quelle dell'ultimo album, una che ricordo in particolare è "Podio".
Una canzone, questa, legata ad un momento importante della sua carriera. «È stato il brano uscito prima del Concerto del Primo Maggio di Roma, cui ho partecipato nel 2025. Ero a New York con mia moglie Chiara per girarne il video e avevo ricevuto la telefonata dal mio entourage in cui mi dicevano che sarei salito sul palco del grande evento di Roma: allora ho realizzato che qualcosa stava cambiando. Non necessariamente in termini di visibilità, ma sicuramente di consapevolezza personale».
Raccontando simpatici aneddoti legati a quell’esperienza, Cerrato ha poi spaziato dagli inizi della carriera al tour di quest'anno, che terminerà a novembre con una data all’Alcatraz di Milano, dal rapporto con i social network, che ha definito «equilibrato», ai progetti e ai sogni per il futuro. Per poi regalare alcuni brani del suo repertorio, tra cui "Umani al top" e, appunto, "Podio", tra gli applausi del pubblico che ha cantato insieme a lui.
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