Intervista
24 Giugno 2026 12:18:55
«Chi viene ad un concerto di AstiMusica non trova soltanto uno spettacolo. Trova una dimensione più umana, la possibilità di vivere il centro storico, di fermarsi in un ristorante e scoprire la città».
Così l’assessore comunale Paride Candelaresi descrive uno dei valori aggiunti del festival in programma in piazza Alfieri dal 4 al 20 luglio, tra proposte artistiche della scena nazionale e internazionale e serate gratuite. Un cartellone che colloca Asti tra quei festival di provincia che rappresentano ormai una tendenza dell’estate italiana.
Assessore, in occasione della presentazione del festival al Teatro Alfieri ha sottolineato come AstiMusica sia stata citata, dalla stampa nazionale, tra i festival più importanti in Italia.
Sicuramente la scelta che ha consentito il salto di qualità è stata quella di spostare il cartellone da piazza Cattedrale a piazza Alfieri, scelta decisamente coraggiosa in cui lei ha sempre creduto. Quali i vantaggi che ha determinato nella direzione della crescita del festival?
Piazza Alfieri possiede caratteristiche che la rendono particolarmente adatta ad ospitare grandi eventi e concerti. La sua posizione centrale, la forma regolare e le ampie dimensioni consentono l’allestimento di palchi importanti e di tutte le strutture tecniche necessarie per garantire spettacoli di alta qualità. A questo si aggiungono importanti vantaggi logistici: le numerose vie di accesso e di deflusso facilitano la gestione dei grandi flussi di pubblico, mentre la vicinanza con piazza Campo del Palio offre un’ampia disponibilità di parcheggi, elemento particolarmente prezioso durante gli eventi più partecipati. Chi arriva da fuori città può parcheggiare a pochi passi dall’area dei concerti e raggiungerla comodamente a piedi in pochi minuti. Infine, la grande capienza della piazza permette ad Asti di candidarsi sempre più spesso ad ospitare grandi eventi.
La crescita di AstiMusica procede di pari passo con la tendenza in base a cui i festival “di provincia” stanno diventando una delle esperienze culturali più importanti dell’estate italiana. Quale, secondo lei, il valore aggiunto che li caratterizza?
Chi viene ad un festival o ad un concerto in una città come Asti non trova soltanto uno spettacolo. Trova una dimensione più umana, la possibilità di vivere il centro storico, di fermarsi in un ristorante e scoprire la città. L’evento diventa parte di un’esperienza più ampia e più autentica.
C’è poi un tema legato alla qualità della fruizione. Nelle città di provincia spesso gli spostamenti sono più semplici, i tempi sono più sostenibili e il pubblico può vivere l’evento con meno stress. È un modello che risponde bene a una sensibilità contemporanea, che dopo anni di accelerazione sembra riscoprire il valore della prossimità e di un rapporto più diretto con il territorio.
Dalla prima edizione in piazza Alfieri, con sei serate, a quella di quest’anno con tredici eventi a pagamento, tutti con artisti famosi a livello nazionale e internazionale (oltre a due serate gratuite e una notte bianca che funzionerà da anteprima del festival). Come ha fatto AstiMusica a convincere grandi nomi della scena artistica e musicale?
La prima sfida è costruire credibilità. Negli ultimi anni abbiamo lavorato molto per rafforzare il rapporto con agenzie, promoter e operatori del settore, raccontando la qualità del festival, della città e di piazza Alfieri. È un percorso che richiede tempo: la fiducia non si conquista in una sola edizione, ma attraverso la la continuità del lavoro. Accanto ai grandi concerti, abbiamo voluto confermare anche tre appuntamenti gratuiti, perché crediamo che la piazza debba essere vissuta da tutti. Si parte il 4 luglio con l’anteprima della Notte Bianca e uno show musicale dedicato agli anni Ottanta; il 10 luglio sarà la volta di “Maledetta nostalgia”, una serata intergenerazionale all’insegna dei grandi successi degli anni Duemila; infine, il 18 luglio, “Voglio tornare negli anni 90” riporterà in piazza le atmosfere della dance e delle radio di quell’epoca. Dopo il successo dello scorso anno, abbiamo scelto di investire ancora in eventi gratuiti, perché desidero che AstiMusica sia un festival capace di unire generazioni diverse.
Da tempo un tema dibattuto a livello nazionale è il costo dei biglietti, ormai diventato decisamente impegnativo. E’ anche per questo motivo che avete dato spazio alle serate gratuite?
Quello del costo dei biglietti è un tema ormai di rilievo nazionale e internazionale. Negli ultimi anni sono aumentati i cachet, i costi tecnici e organizzativi, e si è affermato un modello che punta sempre più sul grande evento come esperienza totale. In molti casi il pubblico non acquista soltanto un concerto, ma un evento percepito come unico. Questo ha certamente ampliato il mercato della musica live, ma ha contribuito anche ad una crescita generale dei prezzi e delle aspettative.
Noi cerchiamo di mantenere un equilibrio diverso. Da un lato vogliamo proporre artisti importanti; dall’altro crediamo che l’esperienza del concerto debba rimanga ancora accessibile e a misura di persona. Piazza Alfieri, da questo punto di vista, rappresenta una dimensione ideale: è abbastanza grande da ospitare nomi di primo piano, ma conserva ancora quella vicinanza tra artista e pubblico che spesso si perde nei grandi impianti da decine di migliaia di spettatori, riuscendo a rimanere nella media dei prezzi.
Qualcuno lamenta il fatto che il cartellone non abbia dato spazio a musicisti e cantanti locali. Cosa ne pensa?
Io credo che non si debbano confondere due obiettivi diversi. Valorizzare gli artisti del territorio è una cosa importante e sulla quale si può lavorare, immaginando occasioni dedicate e rassegne.
AstiMusica, però, ora ha l’obiettivo di portare ad Asti artisti di rilievo nazionale e internazionale, generando turismo e una proposta culturale molto stratificata. Non è una questione di maggiore o minore dignità artistica, ma di finalità. Un grande festival deve costruire un cartellone coerente con il pubblico che intende raggiungere. Questo non esclude affatto il sostegno agli artisti locali, che anzi rappresentano una risorsa preziosa per la città, ma significa riconoscere che strumenti diversi rispondono a obiettivi diversi. Due percorsi che possono convivere e rafforzarsi a vicenda.
A livello logistico ci saranno novità in piazza rispetto agli anni scorsi?
Il palco quest’anno sarà posizionato davanti alla statua di Vittorio Alfieri. Per il resto non dovrebbero esserci significativi cambiamenti rispetto all’anno scorso, ma attendiamo le istruzioni di Questura, Prefettura e Vigili del fuoco per garantire concerti fluidi, svolti secondo le norme e in massima sicurezza per tutti. Ringrazio a tal proposito tutte le istituzioni del territorio, realtà senza le quali sarebbe impossibile immaginare AstiMusica.
Auguro a tutta la città una buona estate! Ci vediamo in piazza.
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