Esposizione
17 Giugno 2026 09:22:00
Ci sono incontri che non cercano sintesi, ma dialogo. Quello tra le fotografie di Riccardo Iannacci e l’immaginario di Gianvincenzo Pugliese affonda le sue radici in una fratellanza lunga ventisei anni e prende forma oggi ai Giardini Guglielminetti di Asti. “Mondi” è una mostra che mette in relazione fotografia documentaria e universo simbolico, il paesaggio urbano e l’immaginario selvatico, ciò che si vede e ciò che resta nascosto.
Da una parte le immagini urbane e documentarie di Riccardo Iannacci, fotografo che ha costruito la propria visione attraverso lunghi periodi di osservazione e di vita nei luoghi attraversati. La sua ricerca si muove tra street photography e documentazione sociale, raccogliendo frammenti quotidiani da contesti diversi tra Europa, Australia e Asia. I suoi scatti raccontano il tempo presente, le persone, gli spazi vissuti e quella dimensione umana che spesso sfugge a uno sguardo non attento.

Dall’altra il mondo simbolico e visionario di Gianvincenzo Pugliese, artista che lavora tra immagine, parola e performance. Diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia, sviluppa una ricerca che affonda le radici nel pensiero di Franco Cassano ed Ernesto De Martino, esplorando il Sud come luogo simbolico in cui folklore e magia diventano strumenti per interrogare il presente.
Tra i progetti che animano la sua ricerca vi è “Fiabesco Scuro”, una raccolta di circa trenta opere concepite come archetipi narrativi, divisi tra creature, luoghi e incantesimi. Il loro funzionamento richiama quello di un mazzo di tarocchi: ogni immagine dialoga con le altre, generando nuove possibilità di racconto a seconda degli accostamenti. Non a caso, a ogni opera è associato un testo letterario, che verrà consegnato al momento dell’acquisto dell’opera.

Gianvicenzo Pugliese
A prima vista i loro linguaggi sembrano opposti: il documentario incontra il fantastico, l’urbano dialoga con il selvaggio. Eppure esiste una tensione comune che attraversa entrambe le ricerche: la volontà di cercare, dentro al tempo, ciò che sembra voler sfuggire. È proprio questa linea invisibile a tenere insieme il percorso espositivo.
La mostra si compone di dodici stampe fotografiche su Dibond, pannelli rigidi senza cornice, in un allestimento curato dagli artisti. L’esposizione si colloca in uno spazio informale e accogliente, pensato come naturale prosecuzione delle serate teatrali: il DopoTeatro, luogo d’incontro tra arte, socialità e riflessione condivisa.
Ad arricchire l’esperienza c’è anche “Opera nascosta”, un invito alla ricerca: celata nello spazio espositivo attende di essere scoperta, là dove il confine tra costruito e selvaggio si fa più sottile. Non resta che affinare lo sguardo e guardare oltre il visibile: perché ciò che è nascosto non sempre vuole restare tale, ma attende soltanto di essere trovato.
La mostra è visitabile dal 10 al 18 giugno ai Giardini Guglielminetti di Asti, dalle 21 alle 1, con ingresso gratuito, in collaborazione con ReWild ETS e Cocchi.
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