Asti Teatro
11 Giugno 2026 22:15:00
Foto di Maria Grazia Billi
Una serata di emozioni condivise, di arte che incontra il luoghi della nostra città e di memoria trasformata in spettacolo. Ieri sera, mercoledì 11,“Memoriæ” ha inaugurato la 48ª edizione di Asti Teatro. A dare il via al festival è stato il progetto site-specific della compagnia Artemakia e di Materiaviva, ideato da Milo Scotton e pensato appositamente per il centro storico astigiano.
Partito da piazza Roma, il percorso itinerante ha accompagnato centinaia di spettatori attraverso le vie e le piazze del centro, trasformate per l’occasione in un grande palcoscenico a cielo aperto. Un viaggio simbolico attraverso le stagioni della vita, costruito attorno a un’idea esposta dall'ideatore: «Le città non sono fatte delle pietre che le compongono, ma delle persone che le attraversano», ha spiegato Scotton. Da questa riflessione è nata la drammaturgia di “Memoriæ”, uno spettacolo che ha intrecciato circo contemporaneo, teatro, danza e performance urbane per raccontare la memoria collettiva della comunità.
Le tappe della vita
La prima tappa, in piazza Roma, è stata dedicata all’infanzia e all’allegria, con protagonisti i più giovani artisti coinvolti nella produzione.

Da lì il pubblico si è messo in cammino lungo corso Alfieri, accompagnato da una parata luminosa e da una serie di interventi performativi disseminati lungo il percorso. Un tratto che, nelle intenzioni del regista, rappresenta la memoria dell’età adulta: gli incontri, il lavoro, le relazioni, la socialità che ogni giorno animano il cuore della città.

Il viaggio si è poi concluso in piazza San Secondo, luogo simbolico della riflessione sul tempo trascorso e sulle emozioni conservate nei ricordi. Qui il momento più suggestivo della serata: una spettacolare esibizione di danza verticale che ha trasformato la facciata degli edifici in una scenografia sospesa tra terra e cielo.

Un’immagine pensata da Scotton come rappresentazione della trascendenza, del passaggio e della continuità della vita oltre il tempo.

L'inaugurazione
Prima dell’inizio dello spettacolo non sono mancati i saluti istituzionali e la presentazione del festival. L’assessore alla Cultura Paride Candelaresi ha ringraziato per il lavoro e il tempo dedicato per la preparazione di questa inaugurazione e l'impegno dei direttori artistici di AstiTeatro. Mario Nosengo ha invece sottolineato il ruolo centrale del pubblico: «Questo festival lo facciamo per la città e crediamo tantissimo nella nostra città». Un ringraziamento condiviso anche dal direttore artistico Eugenio Fea, che ha evidenziato il lavoro dello staff e il ritorno delle residenze creative, tra cui quella della compagnia Azioni Fuori Posto nel quartiere San Rocco e il progetto dedicato a Cesare Pavese che prenderà il via nei prossimi giorni.

In conclusione l'assessore Canderalesi ha ricordato l’importanza del Dopofestival, ospitato ogni sera nei giardini Guglielminetti grazie alla collaborazione con Cocchi e ReWild: «L’idea è quella di creare un punto d’incontro e ritrovare quel senso di comunità di cui tutti abbiamo bisogno». Un concetto che si lega al tema scelto per questa edizione, “Asti Città delle Emozioni”.

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