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Dal Michelerio al Penna, in mostra la storia delle scuole professionali

Inaugurata all’Archivio di Stato l’esposizione documentaria “La memoria ritrovata”

Dal Michelerio al Penna, in mostra la storia delle scuole professionali

Prove d’esame, fotografie, verbali di riunioni, materiale didattico, programmi di insegnamento e schede di valutazione degli alunni. Sono solo alcuni dei documenti esposti nella mostra “La memoria ritrovata”, incentrata sull’istruzione professionale nella provincia di Asti nel ’900, inaugurata all’Archivio di Stato venerdì scorso e visitabile fino al 28 agosto.

Una mostra documentaria che consente di scoprire storia e organizzazione di alcune istituzioni conosciute, spesso ancora attive oggi sotto un’altra veste, come l’Opera Pia Michelerio, la scuola Brofferio o l’istituto Penna.

«Come molti altri istituti italiani - ha affermato la funzionaria archivista Carlotta Benedetti - abbiamo allestito una mostra in occasione della Notte degli archivi, grazie a documenti interni e al fondo dell’architetto Augusta Mazzarolli, appassionata di storia della città, il cui padre, l’ing. Aldolfo Mazzarolli, guidò per dieci anni il Consorzio provinciale per l’istruzione tecnica, che si occupava di coordinare, avviare e finanziare gli istituti sul territorio».

«Le prime scuole tecniche nell’Astigiano - ha spiegato il funzionario archivista Silvia Molino - furono di natura privata, come il Michelerio, fondato nel 1862 dalla damigella Clara Michelerio, che funzionava da orfanotrofio ed era dotato di tre scuole tecniche: una da tipografo, una da calzolaio e una da falegname».

Molto nota anche la Tipografia San Giuseppe, legata alla congregazione degli Oblati di San Giuseppe, nata come azienda, cui poi è stata annessa la scuola.

Presenti in mostra anche documenti relativi alla scuola tecnica Brofferio, scuola complementare fondata per volontà del Comune (con la Riforma Gentile si portò l’obbligo scolastico a 14 anni, per cui dopo le elementari erano previste le scuole medie di primo grado - come la scuola complementare, poi diventata di avviamento e successivamente media - e di secondo grado).

Il percorso espositivo spiega poi l’origine delle scuole femminili, come quelle gestite dalle Suore salesiane di Nizza Monferrato, e delle scuole Maccagno di stenografia e dattilografia. Al centro dell’attenzione anche l’istituto Giobert, nato nel 1862 per volontà di privati (il comitato di Asti della Società politecnica italiana); le scuole agricole, come l’istituto Penna, e i vari corsi per adulti. Altre bacheche sono poi dedicate al Consorzio provinciale per l’istruzione tecnica, fondato nel 1937, e all’Ente Faina, legato all’omonima scuola rurale umbra, i cui corsi per agricoltori furono portati nell’Astigiano da Aldolfo Mazzarolli.

La mostra è visitabile gratuitamente, con possibilità di visite guidate su prenotazione, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 15.30.

Info e prenotazioni 0141/531229.

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