Cerca

Spettacolo

Quel dialogo sulla vocazione tra don Giuseppe Marello e un giovane seminarista

Venerdì in scena "Com'è facile il naufragio!" nel nuovo adattamento di Patrizia Camatel per Francesco Calosso e Dario Cirelli

Quel dialogo sulla vocazione tra don Giuseppe Marello e un giovane seminarista

Appuntamento fuori cartellone per la rassegna “Le ffide della fede”, costituita da spettacoli incentrati sul rapporto tra uomo e Dio promossi dal Teatro degli Acerbi e dall'istituto Oblati di San Giuseppe Marello, in collaborazione con il Progetto culturale della Diocesi.

Venerdì 29 maggio, alle 21 nel salone dell’Istituto Oblati San Giuseppe (corso Alfieri n.384), in occasione del 25esimo anniversario della canonizzazione di Giuseppe Marello, il Teatro degli Acerbi porterà in scena “Com’è facile il naufragio!”. Prendendo spunto dal testo firmato dal compianto regista Luciano Nattino, e messo in scena nel 2011, Patrizia Camatel ha messo a punto, con la collaborazione dello storico Gino Anchisi, un nuovo adattamento per due voci narranti: Francesco Calosso e Dario Cirelli.

La storia

Ecco il tema dello spettacolo spiegato dagli organizzatori della rassegna.

Siamo nel 1882. L'Italia è stata unita da poco, il generale Garibaldi è spirato a Caprera. L'eco del Risorgimento è ancora ben vivo, tanto più nel Piemonte sabaudo che ne è stato la fucina intellettuale, politica, militare.

In un giorno d'autunno, nel cortile del Seminario di Asti, si coglie un vivace dialogo tra Don Giuseppe Marello e un giovane seminarista, un dialogo che doveva rimaner privato. Il giovane sta attraversando una crisi vocazionale, vorrebbe abbandonare il seminario e intraprendere studi tecnici, come tanti giovani suoi amici contagiati dal clima di rinnovamentoprogresso, speranza per il futuro della neonata Patria.

Ne nasce uno scambio sincero, in cui Don Marello, formidabile educatore, confessa di rivedersi nei turbamenti dell'adolescente. Due cuori e due anime che si confrontano senza il distacco dovuto alle differenze d'età e al ruolo, in un momento d'intimità che si svela all'uditorio come un discorso sulla vocazione: qual è il mio posto nel mondo? Cosa voglio fare? Cosa devo scegliere?

Il commento degli organizzatori

Ancora una volta - spiegano dal Teatro degli Acerbi - il teatro, la musica, le vive voci degli interpreti offrono un racconto a più livelli. Da un lato riscopriamo il carattere, le idee, l'opera del Santo fondatore della congregazione degli Oblati di San Giuseppe, in un contesto storico-politico in cui varie personalità del mondo cattolico hanno portato un contributo fondamentale alla crescita della nostra Nazione. Dall'altro questa storia apparentemente "d'altri tempi" rivela la sua attualità.

“Una società che 150 anni fa ha gettato le fondamenta per lo stato sociale - aggiunge Patrizia Camatel - ha davvero perso la sua vocazione? Come può la singola persona incidere con le proprie scelte e lavorare a costruire ponti verso il futuro, specialmente a favore delle giovani generazioni? Nessuno può dare tutte le risposte, nemmeno Giuseppe Marello, che peraltro di "ponti" se ne intendeva...

Ingressi

La rassegna è realizzata con il Comune di Asti, la collaborazione di Spazio Kor e con maggiore sostenitore la Fondazione Compagnia di San Paolo. La rassegna, giunta all'ottava edizione e facente parte del progetto Patric, è sostenuta anche dalla Fondazione CRAsti, dalla Fondazione CRT e da numerose aziende locali che negli anni hanno creduto nel progetto.

Ingresso libero ad offerta, fino a esaurimento posti.

Per informazioni: 3518978847.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Nuova Provincia di Asti

Caratteri rimanenti: 400

Edicola Digitale

©2025 La Nuova Provincia - Iscritta alla Camera di Commercio di Alessandria - Asti Capitale sociale € 10.000 i.v. - Registro Imprese: AT-28133