Cerca

Intervista

Il Volo: «La nostra missione? Diffondere il belcanto ad un pubblico sempre più ampio e giovane»

Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble si raccontano in vista del concerto del 6 luglio al festival Astimusica

Il Volo: «La nostra missione? Diffondere il belcanto»

Il trio "Il Volo" in uno scatto di Mario Cervantes

«La nostra missione è portare il belcanto ad un pubblico sempre più ampio e giovane».

Parola de Il Volo, il gruppo musicale, nato nel 2009, formato da Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble. Gruppo che lunedì 6 luglio, alle 21.30, salirà sul palco del festival Astimusica in piazza Alfieri (biglietti su www.ticketone.it).

Lunedì 6 luglio tornerete ad Astimusica dopo il concerto del 2018, quando la città vi aveva accolti molto bene. Sebbene siano trascorsi sei anni fitti di tour e concerti, avete un ricordo di quella sera?

(Piero Barone) Il pubblico di Asti era stato particolarmente caloroso, nonostante la città sia geograficamente collocata nel Nord Italia. Quando pianifichiamo i tour e i concerti, scegliamo le tappe in parte con l’obiettivo di aprire nuovi mercati, in parte per tornare in quelle città che ci hanno lasciato qualcosa di importante. Asti, come il Teatro Antico di Taormina o le Terme di Caracalla, rappresenta una tappa piacevole in cui esibirci.


Cosa ci dobbiamo aspettare dal concerto del 6 luglio? Qualche accenno a ciò che proporrete?

(Gianluca Ginoble) Accompagnati come sempre dall’orchestra, più cresciamo e più speriamo di poter regalare al pubblico qualcosa di nuovo, sempre curando ogni minimo dettaglio.

Inviteremo il pubblico a trascorrere con noi due ore di spensieratezza, celebrando la grande musica. Ovviamente ci saranno le canzoni del nuovo repertorio, da “Capolavoro” agli altri brani dell’ultimo album, i classici come “Grande Amore”, che ormai ci accompagna dalla vittoria del Festival di Sanremo nel 2015, ma anche arie d'opera come “Nessun dorma”. E ci sarà anche uno spazio dedicato a “Tutti per uno”, che registreremo anche quest'anno, in programma nella cornice di Palazzo Te a Mantova a fine settembre, dopo il tour estivo.

Il video di "Capolavoro" sul canale Youtube del gruppo 

Tra nuovi progetti e carriera consolidata


Venerdì 22 maggio uscirà il nuovo singolo “Cuerpo sin alma” con Carlos Rivera, una delle voci più amate della musica latina contemporanea, reinterpretazione di “Bella senz’anima” di Cocciante. Come è nato questo progetto?

(Piero Barone) In questi anni, durante cui abbiamo avuto modo di cantare in diversi continenti, abbiamo strutturato i progetti anche in vista delle tappe dei tour.

Quest'anno, nello specifico, abbiamo deciso di regalare qualcosa di nuovo al Sud America. Con Carlos Rivera, uno degli artisti più importanti del panorama musicale, c'è una grande amicizia, tanto che si è sempre parlato di collaborare un giorno insieme. Così abbiamo pensato ad un duetto per la versione in spagnolo di “Bella senz’anima”.


Ormai vi esibite insieme da 17 anni. Un sodalizio molto lungo che avete avviato quando eravate ancora ragazzini. Come siete riusciti a rimanere uniti nonostante la difficile età dell’adolescenza e il successo raggiunto, che può creare divisioni?

(Ignazio Boschetto) Grazie al compromesso, ovvero a ciò che salva le relazioni e i gruppi.

Non è stato facile, ma dopo 17 anni ormai ci conosciamo bene, sappiamo quali sono i nostri punti deboli e di forza, per cui riusciamo a trovarlo facilmente.

Il belcanto


Spesso ricordate che il vostro ruolo è portare avanti il belcanto, un importante patrimonio italiano. Secondo voi quale sarà il futuro di questo genere?

(Piero Barone) Stiamo cercando di percorrere la strada spianata da Luciano Pavarotti, grazie a cui il belcanto è stato portato al grande pubblico, e successivamente seguita da Andrea Bocelli. Oggi siamo gli unici giovani a cantare questo genere musicale.

(Gianluca Ginoble) È una missione importante che ci investe di una grande responsabilità. E lo sarà anche per i prossimi anni, visto che il nostro obiettivo è portare questo genere ad un pubblico sempre più ampio e giovane.


A questo proposito, siete mai stati contattati da giovani, magari tramite i social network, che vorrebbero intraprendere il vostro percorso, chiedendovi consigli?

(Gianluca Ginoble) Bisogna considerare che questo genere musicale è un po' controcorrente. Ha registrato il picco negli anni Novanta, periodo in cui la voce era l’elemento principale per essere definiti grandi artisti. Oggi, invece, si può arrivare al successo anche se non si hanno delle grandi voci, ma questo non significa non essere grandi artisti. Anzi, è anche un sinonimo di modernità il fatto di raccontare le canzoni senza virtuosismi.

Detto ciò, il genere che proponiamo richiede sacrificio, impegno, studio, costanza, determinazione, visione, lucidità. È una missione, come dicevo. Cercare di invogliare le persone ad avvicinarsi a questo stile di musica è sicuramente più complesso, perché è meno immediato, ma noi siamo molto determinati e ambiziosi. E la storia è dalla nostra parte, in quanto siamo arrivati a 17 anni di carriera.

Voi non siete autori, per cui il vostro impegno si concentra sull'interpretazione, diversa ad ogni esibizione. Ve ne ricordate una di particolare successo che vi è rimasta nel cuore?

(Piero Barone) Quando abbiamo cantato al Giubileo dei giovani (lo scorso agosto, ndr), occasione in cui abbiamo conosciuto Papa Leone XIV. Un momento molto profondo, come quello vissuto con Papa Francesco nel 2016. Situazioni che bisogna essere in grado di vivere con lucidità e profonda spiritualità, ma che poi si serbano nel cuore per tutta la vita.

Anche per questo siamo grati al genere musicale che cantiamo: ci permette di esibirci in contesti unici.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Nuova Provincia di Asti

Caratteri rimanenti: 400

Edicola Digitale

©2025 La Nuova Provincia - Iscritta alla Camera di Commercio di Alessandria - Asti Capitale sociale € 10.000 i.v. - Registro Imprese: AT-28133