Arte
19 Maggio 2026 11:26:00
Alla Fondazione Eugenio Guglielminetti è stata inaugurata la mostra «Sergio Unia, sculture e disegni. La donazione», promossa dalla Fondazione Guglielminetti in collaborazione con Fondazione Asti Musei, Comune di Asti, Banca Reale e Reale Mutua Assicurazione Agenzia di Asti. L’esposizione, composta da una collezione di ventisei sculture in gesso e altrettanti disegni su carta realizzati dagli anni ’80 ad oggi, è stata donata dallo scultore torinese alla Fondazione Guglielminetti.
Tra i molti presenti all’evento, oltre all’artista e alla curatrice Marida Faussone, l’assessore alla Cultura, Paride Candelaresi, il consigliere Maurizio Toscano, la professoressa Laurana Lajolo e il giornalista Armando Brignolo. «Questa è una donazione particolare, preziosa, luminosa e serena» – ha sottolineato Marida Faussone – come l’atmosfera che noi abbiamo cercato di creare in queste sale; attraverso cinque decenni il Maestro Unia ha migliorato la sensibilità artistica e ha maturato la sua tecnica trasmettendo ai materiali le sue emozioni.

Un momento dell'inaugurazione
L’itinerario espositivo è diviso in tre sezioni: «Giochi al sole», «Affetti e ritratti» e «Armonia e danza» dove i disegni si alternano a sculture «lavori che trasmettono dolcezza e mitezza» ha aggiunto la curatrice.
«Mi hanno colpito le sculture del Maestro – ha confermato Paride Candelaresi complimentandosi – e, effettivamente, mi hanno dato un grande senso di serenità»;
«io conosco la qualità estetica delle opere di Sergio Unia – ha affermato Laurana Lajolo – Qui vediamo la dolcezza e l’eleganza – ha aggiunto detto - ma a Palazzo Crova a Nizza, c’è “Il prigioniero”, un bellissimo gesso colorato che esprime il dramma, la sofferenza e la dignità, testimonianza del forte impegno civile di Sergio Unia».
Nato a Roccaforte di Mondovì, l’artista ha frequentato i «Liberi Corsi di Nudo» dell’Accademia Albertina di Torino sotto la guida di Filippo Scrocco, coltivando il disegno dal vero e il linguaggio naturalistico nello studio della figura umana: «Sergio lo conobbi nel 1989 quando gli feci un’intervista – ha ricordato Armando Brignolo – da allora non ci siamo più persi di vista, la sua bravura è che riesce a capire e ad esprimere sia la bellezza che la tragedia».
La mostra è visitabile alla Fondazione Guglielminetti, in corso Alfieri 375, fino al 27 settembre, tutti i giorni dalle 10 alle 19.
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