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Presentazione

Ad Asti nasce l'Associazione Culturale "La Grande Storia"

Promossa dal dottor Gianfranco Imerito e dal giornalista Vanni Cornero vuole consolidare un percorso che negli anni ha saputo coinvolgere i cittadini con temi sempre attuali e momenti di confronto

Ad Asti nasce l'Associazione Culturale "La Grande Storia"

Ad Asti nasce l'Associazione Culturale "La Grande Storia"

È nata ufficialmente l’Associazione Culturale “La Grande Storia”, realtà astigiana che dal 2016 organizza incontri dedicati alla Storia e alla memoria. A presentarla, sabato scorso nella sala Bosia di via Radicati 5, sono stati gli ideatori del progetto, il giornalista Vanni Cornero e il dottor Gianfranco Imerito. «Ringrazio tutti coloro che ci hanno appoggiato – ha esordito Imerito – dalla cooperativa “Il Faro”, che ha offerto la sala, al Comune di Asti, dalla Biblioteca Astense all’Ordine dei Medici, fino all’Associazione Alpini e all’Associazione Anioc».

L’obiettivo della neonata associazione è quello di consolidare un percorso che negli anni ha saputo coinvolgere, affrontando nonostante la distanza temporale, temi sempre attuali che hanno creato momenti di confronto e riflessione. «La storia – ha sottolineato Cornero – è un romanzo meraviglioso, è il racconto più bello del mondo che dovrebbe insegnare molto mentre, invece, si continuano a fare gli stessi errori». Il giornalista ha quindi approfondito la “Canzone del Piave” il cui titolo originale era “La leggenda del Piave”, canto patriottico della Prima Guerra Mondiale che ripercorre le tappe più importanti del conflitto.

«Credo che sia una delle canzoni più popolari, - ha commentato Cornero – da trattare con rispetto perché un brano musicale è una sorta di racconto che viene tramandato. Questa canzone parte da un treno nella notte e finisce all’Altare della Patria – ha continuato – ed è stata composta da Giovanni Ermete Gaeta, napoletano, fervente mazziniano e repubblicano che usò lo pseudonimo E. A. Mario». I fatti che ispirarono l’autore furono quelli della battaglia del Solstizio e la canzone, composta in una notte, ebbe un successo immediato.

Da sinistra il dottor Gianfranco Imerito e il giornalista Vanni Cornero

«Iniziò a circolare tra le truppe e diventò un’onda che conquistò e diede slancio tanto che, lo stesso Armando Diaz, scrisse a E. A. Mario che la sua canzone era più motivante di un generale». Una composizione piccola, dunque, che però non trascura parti della guerra: l’entrata in conflitto, lo sfondamento di Caporetto, la vittoria «ma anche una canzone che mostra strofe cambiate rispetto all’originale o immaginifiche e che, per il supporto morale che diede, - ha concluso Vanni Cornero - valse all’autore il titolo di Commendatore dell’Ordine della Corona che il re volle personalmente dargli, nonostante gli ideali mazziniani e repubblicani di Gaeta».

Il dott. Imerito ha quindi illustrato alcuni capi di abbigliamento: «Voglio raccontarvi di quanto, anche la moda, abbia influito sulla nostra storia; questo – ha spiegato con l’ausilio di diapositive - è il trench, nato per riparare nelle trincee, doveva essere sotto il ginocchio, avere una mantellina che favoriva il defluire della pioggia, le maniche con cinturini e altre caratteristiche, un capo che divenne un simbolo anche nel cinema». Gianfranco Imerito ha poi illustrato l’origine della manica raglan, nata per scopi militari a metà dell’800 o del passamontagna, nato per le stesse esigenze durante la guerra in Crimea o del kilt, originariamente una coperta multiuso, pieghettata a mano e allacciata in vita.

Un incontro interessante cui, tra gli altri, hanno presenziato gli assessori comunali Giovanni Boccia e Luigi Giacomini, il consigliere comunale Roberto Venturini, il presidente dell’Ordine dei Medici, Claudio Lucia e rappresentanti di altre associazioni. Al termine dell’evento è stata presentata la dott.ssa Graziella Rabbione, neopresidente dell’associazione “La Grande Storia”.

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