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Fa outing con un romanzo, il libro va a ruba

Fa outing con un romanzo, il libro va a ruba

Per uno scrittore non esiste soddisfazione più grande che vedere il proprio libro esaurito in libreria. Ne sa qualcosa Elena De Lago, 24 anni, studentessa universitaria che ha recentemente

Per uno scrittore non esiste soddisfazione più grande che vedere il proprio libro esaurito in libreria. Ne sa qualcosa Elena De Lago, 24 anni, studentessa universitaria che ha recentemente pubblicato con la Booksprint Edizioni la sua prima opera "Dormi che è meglio pensarci domani", un romanzo dalle tinte autobiografiche sold out in libreria a Canelli e che racconta di una storia d'amore omosessuale tra Mia e Amaranta, due donne speciali che si incontrano a Torino. Italiana Mia, spagnola Amaranta. Le due sono prima amiche poi amanti, nonostante le barriere culturali della società in cui vivono. A rovinare l'idillio è Fabrizio, conoscente d'infanzia di Mia che, rifiutato dalla ragazza, le usa violenza mandandola in coma per due lunghi anni nel corso dei quali la sua compagna aspetta paziente il suo risveglio. «Per me, la mia fidanzata e la mia famiglia questo romanzo rappresenta una sorta di "outing" che ha permesso di rivelare al mondo la mia omosessualità e di sdoganare certi luoghi comuni sul tema» racconta Elena.

Simpatica e disinvolta la giovane scrittrice rivela che in origine il romanzo avrebbe dovuto essere una lettera d'amore per la compagna. «Volevo farle un regalo speciale e così ho cominciato a scrivere -? spiega Elena ?- ma con il passare del tempo la fantasia ha preso il sopravvento e la lettera si è trasformata in un racconto di 86 pagine». Terminata la stesura ecco nascere il desiderio di pubblicarlo. «E' innegabile che all'inizio del libro ci siano molti elementi autobiografici. Volevo renderli noti. A Canelli le voci su di me giravano, qualcuno sapeva o ipotizzava sulla mia omosessualità ma alla fine ciascuno si faceva i fatti propri».

Se le si fa notare che con il libro è uscita allo scoperto senza più possibilità di appellarsi ad un ragionevole dubbio, Elena sorride spensierata: «all'inizio avevo paura, temevo di essere emarginata ma ero stanca di questa ambiguità. Volevo che la mia storia uscisse allo scoperto, alla luce del sole e senza vergogna». Elena confida il timore dell'impatto che il libro avrebbe avuto sulla città ma in questo, Canelli, l'ha piacevolmente sorpresa: «Ho trovato una grande famiglia. Vecchie maestre, compagni di scuola e conoscenti mi sono stati vicini e mi hanno supportata tant'é che il romanzo qui è andato a ruba». Ora Elena si prepara a promuoverlo anche fuori provincia. Domenica alle 18 Elena parteciperà ad Ovada ad un incontro promozionale organizzato a Scalinata Sligge, in via Sligge, in cui presenterà la storia e risponderà alle domande del pubblico. L'ingresso è libero.

Lucia Pignari
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