Quella di quest'anno non è una festa dell'Arma normale, ma rappresenta un traguardo storico: 200 anni dalla fondazione. Per ricordarne la solennità, il Comandante provinciale, dopo aver
Quella di quest'anno non è una festa dell'Arma normale, ma rappresenta un traguardo storico: 200 anni dalla fondazione. Per ricordarne la solennità, il Comandante provinciale, dopo aver guidato una recentissima ricerca storica, ha predisposto una mostra fotografica, ospitata nel cortile della caserma dove si è tenuta la cerimonia, insieme ad un opuscolo che contiene i 200 anni di storia dei carabinieri ad Asti, con la pubblicazione di documenti inediti, di immagini di tutte le caserme, i vari cimenti, atti d'eroismo e curiosità.
Fra i documenti più importanti vi è sicuramente una lettera datata 9 agosto 1814 con la quale l'allora comandante generale Giuseppe Thaon di Revel scriveva al Comune di Asti per annunciare l'invio dei militari e richiedeva la disponibiltà di uno stabile dove allocarli. Il Comune di Asti, il 17 agosto, accolse la richieste, invididuò nell'allora Monastero del Gesù (ex Michelerio) la sede del nuovo corpo militare e con un "Ordinato" del 14 ottobre dispose i lavori di restauro necessari per accogliere il gruppo di militari. E' l'abate Giuseppe Stefano Incisa, "cronista" del Giornale d'Asti ad annotare che il 15 novembre 1814, in una giornata di bel sole e primo ghiaccio, «il Monastero del Gesù fu destinato a ricevere altra truppa ed una porzione fu destinata per quartiere ai Carabinieri Reali, detti altre volte Gendarmi, e sonosi collocati nella manica di detto monastero verso occidente essendosi diviso un braccio del chiostro ed una parte delle corte».
La caserma dei carabinieri di Asti cambiò sede diverse volte: dall'ex Michelerio, il primo luglio del 1829 si spostò in via Carducci, al n. 44 in uno stabile di proprietà del Seminario vescovile e, dopo cento anni, si trasferì in via Natta. Nel 1966 il trasloco in via Zangrandi, sede nota ai più fino al 22 dicembre 2010, data di trasloco nella nuovissima sede di piazza d'Armi che, a breve, sarà intitolata formalmente a Giovanni Battista Scapaccino. Inizialmente i carabinieri astigiani erano organizzati in luogotenenza, con un luogotenente, un brigadiere a cavallo, otto carabinieri a cavallo e dieci stazioni, per un totale complessivo di circa 40 militari.
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