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La nascita del progetto candidatura<br/>nel 2003 da un&#39;idea di Sergio Bobbio

La nascita del progetto candidatura<br/>nel 2003 da un&#39;idea di Sergio Bobbio

L’idea era nata nel 2003 dalla fertile mente di Sergio Bobbio, funzionario dell’ufficio Turismo del Comune: candidare la cantine storiche di Canelli a patrimonio dell’Umanità. Progetto che

L’idea era nata nel 2003 dalla fertile mente di Sergio Bobbio, funzionario dell’ufficio Turismo del Comune: candidare la cantine storiche di Canelli a patrimonio dell’Umanità. Progetto che partiva da una constatazione semplice quanto spregiudicata: aprire i templi del vino, sino ad allora ad esclusivo appannaggio delle singole proprietà private, al mondo valorizzando la storia enologica cittadina attraverso la storia, la cultura, l’architettura delle “cattedrali sotterranee”. Iniziativa appoggiata dall’amministrazione comunale guidata dall’allora sindaco Oscar Bielli che, proprio in quei gironi, coniò il brand oggi internazionalmente conosciuto: da cantine storiche a “Cattedrali sotterranee” fu un passaggio naturale, affascinante e ricco di suggestione.

Il cammino non fu, già dall’inizio, facile. Dopo l’euforia iniziale si trattava di abbattere la barriera della diffidenza e della burocrazia. A fronte dell’adesione delle quattro case titolari delle strutture Bosca, Contratto, Coppo e Gancia il primo passo fu coinvolgere gli enti istituzionali, Regione in testa. Progetto che piacque da subito, non foss’altro per la sua peculiarità: per la prima volta veniva proposto alla salvaguardia dell’Unesco non solo un singolo monumento o un’area caratterizzata da strutture ben definite, bensì il “patrimonio immateriale” di un territorio ricco di secoli di storia e cultura.

Importante fu il lavoro che, in quegli anni, venne svolto da Comune e Regione. Così recitava un comunicato stampa del Comune di fine 2004. «Mentre si sta concludendo la fase 2004 del progetto di candidatura delle "Cattedrali sotterranee - cantine storiche di Canelli" per il riconoscimento nel Patrimonio mondiale dellUumanità da parte dell'Unesco, il Comune sta tirando le somme di questo intenso anno che ha portato la città di Canelli alla ribalta nazionale ed internazionale». Segue un lungo elenco di attività: dalle visita di delegazioni estere (Svezia, Usa, Cile) agli educational tour, ben otto, per giornalisti e tour operator stranieri sino alla presenza di testate televisive da Tele Globo a Bloomber Television, ZDF, Raiuno e Raidue, National Geographic di Washington. Decine i servizi su testate specializzate, settimanali e periodici italiani ed esteri sulla candidatura che, già da subito, aveva attirato l’attenzione della stampa specializzata.

«Furono anni, tra il 2003 e il 2005, di grande lavorio, con un’intensa attività fatta di visite e contatti con i media nazionali e internazionali ma, anche, istituzioni interessati al nostro progetto» ricorda Bobbio. Sino a quando, ed era la fine del 2005, il funzionario comunale “scoprì” che tra le ricchezze ambientali che l’Unesco intendeva salvaguardare c’erano le vigne portoghesi del Porto. Prese corpo, allora, quella che divenne poi realtà sino al traguardo di Doha: collegare le “Cattedrali sotterranee” al “Paesaggio del Vino” così da ottenere un unico, grande percorso che accomunasse storia, tradizione e territorio.

Giovanni Vassallo
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