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I piccoli interventi per rivitalizzare Asti con l'Agopuntura Urbana

I piccoli interventi per rivitalizzare Asti con l'Agopuntura Urbana

La progettazione di piccoli interventi di riqualificazione dell’ambiente urbano, a costo contenuto, da offrire alla città, dimostrando come sia possibile migliorarla senza ricorrere appunto ad

La progettazione di piccoli interventi di riqualificazione dell’ambiente urbano, a costo contenuto, da offrire alla città, dimostrando come sia possibile migliorarla senza ricorrere appunto ad azioni complesse e costose. E’ quanto prevede il progetto “Architetture Sottili – Piccoli interventi di agopuntura urbana,” promosso dall’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Asti, per mezzo della relativa Commissione Cultura e presentato venerdì in Comune, durante un incontro pubblico.

Nello specifico, il progetto vedrà impegnati 18 gruppi e 46 architetti, under 40, sia iscritti all’Ordine astigiano e non necessariamente residenti in loco sia non iscritti all’Ordine stesso ma che risiedono sul territorio, a garanzia di un certo radicamento su di esso. Venti gli ambiti urbani individuati per la futura elaborazione degli interventi, ancora da decidere nel dettaglio, a fronte di una spesa complessiva massima di 100 mila euro lordi. La consegna dei relativi elaborati è prevista entro novembre di quest’anno. Al riguardo, il progetto si articolerà in varie fasi, tra cui incontri tecnici preliminari e sopralluoghi negli ambiti di intervento, per capire cosa realizzare e come procedere.

«Naturalmente – fa sapere l’architetto Marco Pesce, responsabile della Commissione Cultura dell’Ordine – uno degli aspetti fondamentali della nostra azione considererà nel dialogo serrato con chi vive in quelle realtà urbane, in nome di una progettazione non calata dall’alto, ma partecipata. Sarà quindi una metodologia di intervento dal basso, a fronte di importi e impatti ridotti. La necessità e l’utilità di questi interventi travalicano gli aspetti estetici, approdando a quelli sociali. Ad esempio, piazza Nostra Signora di Lourdes, dove si trova il parcheggio davanti alla chiesa e l’area verde, nel quartiere Torretta, per molti può essere un non luogo, essendo una spianata non adatta alle funzioni che invece potrebbe assolvere. Con questo progetto, si cercano perciò luoghi che siano emblemi di criticità presenti nella realtà urbana, ma con potenzialità inespresse. Qui, attraverso un piccolo intervento, si può, infatti, rivitalizzare o dare impulso ad aree carenti di qualcosa.»

L’architetto Pesce si sofferma poi sul concetto di agopuntura urbana. «Considerando – spiega – il sistema complesso della città come fosse un organismo vivente, le architetture sottili rappresentano gli aghi utilizzati nella pratica dell’agopuntura cinese. Ciò premesso, l’agopuntura urbana, fatta di progetti sostenibili, ha il compito di apportare innovazione, autenticità, migliore vivibilità e senso di benessere nel corpo della città.» Non è tutto. Va detto, infatti, che il progetto mira, tra i propri obiettivi, a stimolare il dibattito, dare visibilità a giovani architetti e realizzare, entro dicembre, una mostra dei progetti elaborati, che saranno anche raccolti in una pubblicazione, preceduta da un convegno di presentazione. Più in generale, il progetto rappresenta un tassello, tra tanti, che l’Ordine sta mettendo insieme da circa 3 anni.

«Per via della crisi – sottolinea Pesce – abbiamo deciso di rivolgere alla città le nostre riflessioni e i nostri studi sui temi dell’architettura e dello sviluppo sostenibile, nell’ambito di un discorso su ciò che per noi è un progetto di città futura, a cui serve un piano strategico condiviso, con la partecipazione cioè di tutti i soggetti che possono avere una parte in questo senso, a partire da banche, Fondazione e associazioni di categoria.» 
Nel frattempo, però, da chi saranno finanziati e realizzati gli interventi di agopuntura urbana? E con quali tempistiche? «L’amministrazione comunale – riferisce Pesce – ha dato la propria disponibilità a fare propri, come repertorio, quelli che saranno gli interventi da realizzare o parte di essi. Sarà perciò l’amministrazione stessa a valutare e decidere cosa attuare, quando e a stanziare le relative risorse.»

Al riguardo, il sindaco Fabrizio Brignolo dichiara: «Siamo molto interessati all’iniziativa: è moderna, infatti, l’idea di interventi non su grandi infrastrutture, ma più snelli, che facciano lavorare anche vari soggetti. Cercheremo quindi di recepire il maggior numero di interventi, compatibilmente con le risorse finanziarie.»

Manuela Zoccola
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